Milano, aumento biglietti Atm: il Comune pronto a partire

Massimiliano Carrà

31 Gennaio 2019 - 12:13

Dal prossimo aprile il biglietto dell’Atm subirà un incremento tariffario di 50 centesimi, passando da un costo unitario di 1,50 a 2 euro. Dall’aumento saranno esclusi i soli abbonamenti annuali. I maggior introiti derivanti dallo scatto tariffario andranno a coprire il deficit generato per sostenere i costi nel 2018 e 2019

Milano, aumento biglietti Atm: il Comune pronto a partire

Il Comune di Milano è pronto a procedere con l’integrazione tariffaria sui biglietti Atm da 1,50 a 2 euro. L’assessore ai Trasporti della città, Marco Granelli, ha per ora individuato in aprile il mese di partenza per l’applicazione dei nuovi prezzi sui biglietti di metropolitane, tram e bus sul territorio metropolitano di Milano e nelle province di Monza e Brianza.

La decisione surclassa la resistenza opposta dalla Regione Lombardia e ha fatto infuriare non poco l’opposizione del centrodestra, pronto a presentare ricorso presso la Corte dei Conti.

Le cifre dei costi sostenuti dal Comune e i motivi dell’aumento

L’assessore Granelli ha spiegato i motivi dell’aumento delle tariffe Atm nel corso della commissione trasporto a Palazzo Marino.

Elencando le cifre e i dati del trasporto pubblico locale relativi al 2018, l’assessore ha sottolineato che i costi affrontati sono stati di 825,8 milioni di euro, di cui 763 per la gestione e 62,5 milioni relativi al canone per la costruzione della nuova linea metro, la M4.

Di questi 825,8 milioni spesi nel 2018, 275 milioni sono stati sborsati dalla Regione e dallo Stato (il 6% in meno rispetto al 2011), mentre 403 milioni sono stati ricavati dagli introiti derivanti dal pagamento dei titoli di viaggio acquistati dagli utenti Atm.

In base a queste cifre, quindi, è possibile registrare un deficit di 140 milioni di euro, che – come dichiara l’assessore Granelli – lieviteranno a 171 milioni nel 2019 viste le opere in corso.

Chi ripagherà il deficit: gli utenti “occasionali” di Atm

Il deficit ottenuto nel 2018, il Comune di Milano - come affermato da Granelli – sarà coperto con le risorse di chi usa occasionalmente il mezzo pubblico e non con quelle derivanti dai pendolari. L’abbonamento annuale, infatti, rimarrà invariato. In sintesi un “premio alla fedeltà”.

“Anche perché – spiega l’assessore - dobbiamo dare una risposta non solo al milione e 450mila persone che vivono a Milano ma ai 4 milioni dell’area metropolitana. Una famiglia di due adulti e un figlio studente, fino ad oggi, per viaggiare con abbonamenti annuali spende 1.094 euro, domani 865 con un risparmio di 229 euro all’anno, pari al 21 per cento”.

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