Il titolo si porta di poco sopra la resistenza statica in area 223$, ma non allunga il passo. Possibile accelerazione verso il test a quota 231$, ma resta fondamentale il mantenimento del supporto statico.
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 224,15 |
| Variazione | -0,36% |
| Max (52 settimane) | 231,65 |
| Min (52 settimane) | 135,42 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 198,30 |
| RSI 14 | 62,47 |
| MACD | 3,9651 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | +1,78% |
| 1 mese | +5,09% |
| 3 mesi | +8,45% |
Nella ultime due sedute, dopo la violazione della resistenza statica in area 223$, Microsoft (MSFT:NASDAQ) appare indeciso e non allunga nonostante il breakout. Adesso diventa fondamentale che la quotazione rimanga sopra il supporto statico e non scivoli sotto l’area di prezzo. In quel caso il titolo potrebbe tornare verso area 216$ e successivamente in direzione di quota 210$. In caso invece di continuazione del trend rialzista il primo obiettivo si colloca a quota 231$.
Il quadro tecnico di riferimento
Microsoft arriva da quadro tecnico di lungo termine positivo a partire dal 2009 quando scambiava intorno ai 12$. Da quel momento, al massimo storico raggiunto il 2 settembre 2020, il titolo ha guadagno il +1926% circa.
Il 2019 sono stati dodici mese contrassegnati dalla crescita (+56,93%) e anche l’inizio del 2020 si è dimostrato positivo con una salita del +20,82%. Il rialzo si è poi concluso con l’arrivo della pandemia da Covid19. In quella fase il titolo ha provato la sua resilienza grazie soprattutto al suo core business legato ad un settore in forte espansione anche durante la crisi.
Dall’11 febbraio al 23 marzo 2020 l’azione ha ceduto il 29,46%, perdendo gli stessi punti dell’indice di riferimento, ma attutendo maggiormente la discesa rispetto ad altri titoli del mercato. Il minimo di periodo è stato invece registrato il 23 marzo 2020, data di fine ritracciamento dovuto alla pandemia, quando Microsoft ha raggiunto i 132,15$.
Su tale base l’azione ha poi costruito le l’inversione che è durata fino al 2 settembre quando è stato segnato anche il nuovo massimo storico. Da quell’area di prezzo il titolo è poi rientrato all’interno della banda di oscillazione laterale che lo aveva ingabbiato tra l’inizio di luglio e la fine di agosto.
L’azione è rimasta nella fase di compressione fino alla violazione del 16 dicembre quando una barra di allungo ha rotto la parte alta della fase laterale. Il movimento che ne è derivato ha poi permesso a Microsoft di violare a rialzo anche quota 223$ e chiudere la giornata scorsa a 224,15$ con una performance negativa dello 0,36%.
Lo scenario operativo di breve periodo
Microsoft si trova in un quadro tecnico di breve periodo rialzista all’interno di un contesto laterale di medio termine e positivo di lungo. Il titolo ha appena varcato la soglia dei 223$ e potrebbe indirizzarsi, prima verso quota 231$ e poi verso obiettivi più ambiziosi in area 240$.
Un cambio di view in ottica short sarebbe possibile solo sotto il supporto statico in area 223$, che condurrebbe il prezzo nuovamente all’interno della fase laterale e al test di area 216$ e successivamente di quota 210$.
Attualmente il prezzo si trova sopra la EMA(21) e la SMA(200), media mobile semplice. L’indicatore Supertrend è positivo, mentre l’oscillatore L’RSI(14) è ancora in fase neutrale, ma si avvicina alla soglia di ipercomprato. La volatilità infine è in forte calo rispetto alla media calcolata dall’11 novembre 2020.
Un posizione a rialzo sarebbe plausibile solo sopra quota 233,4$, sopra il massimo della barra del 2 settembre 2020, con un entry in zona 234$. Uno Stop Loss si potrebbe posizionare in area 221$. Il Primo Target si potrebbe collocare a 245$ mentre il Secondo Target a quota 260$.
Una posizione short sarebbe plausibile alla violazione a ribasso del supporto in area 223$ con un entry a quota 222$. Uno Stop Loss si potrebbe collocare a 232$. Il Primo Target si potrebbe inserire a 216$ mentre il Secondo Target in area 210$.
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