MERKEL, CRISI - La crisi del debito della zona euro non può essere risolta in una notte. Il cancelliere tedesco Angela Merkel sollecita un approccio a lungo termine basato su regole fiscali più severe, iscritte nei trattati europei.
Una settimana prima che i leader europei si incontrino a Bruxelles per ciò che viene visto come il vertice del «make-or-break» per la sorte del blocco della moneta unica, la Merkel ha nuovamente respinto l’idea di bond comuni della zona euro, i cosiddetti eurobond, e ha messo in guardia contro misure che potrebbero ledere la credibilità della Banca centrale europea.
«Il governo ha chiarito che la crisi del debito europeo non può essere risolta in un sol colpo. Non esiste una soluzione miracolosa. Non c’è una soluzione facile e rapida», ha dichiarato la Merkel rivolgendosi al parlamento. «Risolvere la crisi del debito sovrano è un processo e questo processo richiederà anni.»
La Merkel è posta sotto una pressione crescente, perché faccia di più per risolvere una crisi che, come un virus, si è diffusa dalla Grecia al Portogallo, spingendosi in Irlanda fin nel cuore d’Europa, sollevando dubbi sul fatto che l’unione monetaria possa sopravvivere, intatta.
La Merkel ha paragonato la battaglia per contenere la crisi ad una maratona, allertando l’Europa contro il rischio di adottare misure, avventate che potrebbero ritorcersi contro, ancor prima che il traguardo sia stato raggiunto.
La Merkel ha parlato all’indomani delle esternazioni del presidente francese Nicolas Sarkozy, il quale ha appoggiato la posizione del cancelliere, circa la necessità di un maggior coordinamento dei bilanci nazionali, ma ha altresì messo in guardia contro il rischio di cedere il controllo ad un corpo sovranazionale a Bruxelles.
«La riforma dell’Europa non è una marcia verso la sovra-nazionalità», ha detto Sarkozy nella città francese di Tolone.
La Merkel definisce gli eurobond «inutili», e coloro che ritengono rappresentino la soluzione al problema, «non hanno capito la natura della crisi».
Criticando i politici per non aver assicurato le norme fiscali del blocco, sancite nel patto di stabilità e crescita, la Merkel ha affermato che non c’era altra alternativa che accettare nuove linee guida più rigorose e scriverle nero su bianco. O si cambiano i trattati europei, o, come seconda migliore opzione, si concordando nuovi trattati.
Frank-Walter Steinmeier, leader parlamentare del partito di opposizione SPD, ha aspramente criticato la gestione della crisi, da parte della Merkel, in un discorso al Bundestag, dopo l’intervento del cancelliere.
«Nessuno, Frau Merkel, la incolpa della crisi. Ma il modo in cui l’ha gestita, è uno scandalo», ha detto Steinmeier, che ha perso le elezioni del 2009, proprio contro la Merkel.