L’Unione Europea punta gli occhi su Mario Draghi e lancia un’indagine per possibile conflitto di interessi.
La Corporate Europe Observatory (CEO), che si occupa della trasparenza e dei fenomeni di lobby all’interno del gruppo dei leader dell’Unione Europea, accusa il Presidente della BCE, Mario Draghi, della mancata totale indipendenza, data dalla sua membership nel gruppo internazionale del G30.
«Abbiamo ricevuto delle lamentele ed abbiamo inviato una lettera alla BCE; ora siamo in attesa di una risposta» fanno sapere dalla CEO. Mario Draghi avrà tempo fino ad ottobre per rispondere.
Dalla Banca Centrale Europea, intanto, fanno sapere di aver ricevuto la notifica e che la risposta avverrà entro i tempi stabiliti.
Gundi Gadesmann, portavoce della UE in questo contesto, più che di conflitto di interessi, sostiene che la presenza di Draghi al gruppo del G30 contrasta con le regole etiche della Banca Centrale.
«Quello del G30 è un gruppo con tutte le caratteristiche di una lobby di grandi istituti finanziari internazionali; il Presidente della Banca Centrale Europea non dovrebbe farne parte, per evitare dubbi al riguardo della completa indipendenza della BCE». Sono le parole del gruppo che garantisce la trasparenza che ha anche aggiunto: «Draghi intrattiene delle relazioni con una lobby e partecipa a dei meeting a porte chiuse».
Il G30 - il Group of Thirty
Presieduto da Jean-Claude Trichet, il vecchio presidente della BCE, il G30 è costituito da personalità influenti nel settore finanziario, regolatore ed accademico, come ad esempio: l’ex presidente della Federal Reserve Paul Volcker, il governatore della Bank of Canada, Mark Carney, ed il governatore della Bank of England, Mervyn King.
In questo momento, il presidente Draghi è sotto i riflettori, soprattutto durante questa settimana, visto il meeting dei membri dell’Eurogruppo fissato per giovedì con lo scopo di porre fine dalla spirale della crisi del debito.
La scorsa settimana, il numero uno della BCE ha annunciato che la Banca Centrale era pronta a fare tutto il necessario per preservare l’Euro - tutto quanto previsto dal suo mandato.
Tuttavia, le possibili soluzioni incontrano profonda resistenza dalla potente banca centrale della Germania.
Gli osservatori e le personalità politiche della UE dovranno formulare un piano per fermare la crisi e preservare l’Euro non più tardi di settembre, deadline cruciale per una serie di eventi e decisioni essenziali per la vita della moneta unica.
Traduzione per Forexinfo.it a cura di Federica Agostini - Fonte: CNBC news