Nel giorno dell’avvio dell’aumento di capitale, MPS non è riuscita ad entrare in contrattazione restando stabilmente in asta di volalitilità. Le azioni della banca toscana hanno chiuso la seduta odierna con un rialzo dell’11,3% a 2,14 euro, dopo essere rimaste sospese in asta di volatilità per gran parte della seduta. Vero e proprio crollo per i diritti di opzione che sono scesi del 18,4% a 6,14 euro.
Il motivo di tale andamento è da riscontrarsi nell’iperdiluizione che caratterizza questa ricapitalizzazione, 3 milioni di aumento a fronte di 2,9 milioni di capitalizzazione. Proprio questa caratteristica potrebbe generare anomalie legate alla disparità delle tempistiche di consegna dei titoli tra il mercato delle opzioni e il regolamento dell’aumento di capitale, per questo motivo la Consob ha promesso di vigilare con attenzione.
Su Monte dei Paschi è intervenuto pochi minuti fa anche il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi che, in una lettera inclusa nella documentazione d’offerta dell’aumento di capitale e pubblicata da Bloomberg, ha scritto:
«L’aumento di capitale da solo non basterà a risolvere i problemi strutturali del Montepaschi»
Secondo il n.1 della BCE serve infatti una soluzione definitiva ai problemi strutturali della banca.
La strada per il risanamento parte dunque in salita.
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