Londra: una voce fuori dal coro. Il Regno Unito si isola dall’UE

Nadia Fusar Poli

09/12/2011

Londra: una voce fuori dal coro. Il Regno Unito si isola dall’UE

LONDRA,UE - Il Regno Unito ha onorato la sua fama di dissidente. Non appena David Cameron ha varcato le porte del Consiglio UE a Bruxelles, l’8 dicembre, il cielo dei negoziati si è improvvisato offuscato. Il suo programma era contenuto in un solo punto: la tutela degli interessi britannici.
«Questi sono i miei obiettivi ed è quello di cui discuteremo», ha annunciato al suo arrivo. La sceneggiatura era dunque già scritta: il primo ministro aveva preparato i suoi partner alla sua strategia di contrattazione. Se i leader UE speravano di ottenere una riforma del trattato che abbracciasse tutti i paesi dell’Unione, era necessario scendere al compresso, ovvero essere disposti a cedere terreno sulle attività finanziarie.

Una contropartita che ha infranto la speranza di ottenere un progetto a 27. In mattinata, dopo tanto procrastinare, i leader europei hanno scelto di mettere il Regno Unito da parte, per concentrarsi sulla zona euro. Senza rimpianti: non potranno infatti dire di non averci provato.

Prima della cena di lavoro, si era svolto un mini vertice a tre fra Nicolas Sarkozy, Angela Merkel e David Cameron, conclusosi con un “nulla di fatto”. Il primo ministro britannico ha chiesto di includere «un protocollo nel trattato» al fine di esentarlo da «un certo numero di regolamenti finanziari», ha sottolineato Nicolas Sarkozy al termine di una conferenza stampa.
Le rivendicazioni britanniche si basano, ancora una volta, su una serie di deroghe su misura per la Gran Bretagna. Al di là dell’opt-out, Londra chiedeva il ripristino dell’unanimità per tutte le misure da adottare in futuro, sui mercati finanziari.

L’orgoglio britannico ha particolarmente irritato Berlino. «Per i tedeschi, la posizione di Londra non è accettabile. Con Francoforte, anche la Germania dispone di un’importante piazza finanziaria, ma non per questo mette in discussione le decisioni prese», ha detto una fonte europea.
Le esigenze individuali e gli interessi particolari dl Regno Unito, in un momento in cui l’Europa sta cercando di trasformare collettivamente le sue istituzioni per superare la crisi, non fanno che irritare gli spiriti. I leader Ue sono giunti ad un accordo intergovernativo a 17 che potrebbe spaccare a metà l’Unione europea, proprio mentre stanno cercando di consolidarla.
La mossa di Londra rischia di ritorcesi contro lo stesso governo britannico. Il pericolo ora è l’isolamento.