Sono stati riscritti in parte i contenuti del provvedimento relativo alle Legge di Stabilità in un incontro che ha coinvolto governo e maggioranza e che ha avuto luogo nei giorni scorsi. In particolar modo le novità sono tre: ci sarà un taglio del cuneo fiscale anziché dell’Irpef, una sterilizzazione dell’aliquota Iva al 10% (ma rimane invariata l’aumento di quella al 21%) e sul fronte delle detrazioni e deduzioni verrà abolita la retroattività al 2012, che ora scatterà invece dal 2013. In questo modo arriva a 2 miliardi la quota disponibile nel 2013 per finanziare il taglio del cuneo fiscale e per favorire i ceti più deboli.
L’intesa è stata raggiunta tra il Ministro dell’Economia Vittorio Grilli e i relatori di maggioranza, Renato Brunetta e Pierpaolo Baretta. Brunetta ha precisato, «È stato un incontro assolutamente positivo. Abbiamo ragionato sull’idea di trasformare la riduzione dell’Irpef in una riduzione del cuneo fiscale», e ha aggiunto, «Ci sono vari modi per ridurre il cuneo, stiamo trovando un modo che metta insieme tre cose: costo del lavoro, produttività e Irap». Per quanto riguarda quest’ultima, l’alleggerimento potrebbe scattare dal 2014, necessariamente dopo un’attenta analisi delle risorse disponibili. Baretta ha quindi specificato, «Si redistribuiscono le risorse dal mancato taglio dell’Irpef al costo del lavoro, privilegiando per il 2013 i lavoratori dipendenti e dal 2014, una volta valutate le risorse disponibili, anche le imprese».
I numeri previsti
Secondo le prime previsioni, i conti sarebbero i seguenti:
- abolire il taglio di un punto delle prime due aliquote Irpef sui redditi che arrivano a 28.000 euro porterebbe a liberare all’incirca 4,27 miliardi;
- prendendo in considerazione le previsioni della manovra correttiva di Dicembre, non aumentando di un punto l’aliquota Iva al 10% si brucerebbero circa 1,16 miliardi;
- abolendo la clausola di salvaguardia sul Tfr si libererebbero 170 milioni;
- infine, l’eliminazione della suddetta retroattività al 2012 peserebbe allo Stato poco più di un miliardo di euro.
I primi commenti
Fra questi riportiamo il commento del Codacons che ha affermato, «Si tratterebbe di una buona notizia, se non fosse una presa in giro delle famiglie italiane. La riduzione di gettito per non aver ritoccato l’aliquota del 10%, infatti, è di 2,324 miliardi, a fronte di un maggiore entrata che, per la sola mancata diminuzione di un punto delle prime due aliquote Irpef è pari, per il 2013, a 4,271 mld, ossia quasi il doppio. Il Governo, quindi, avrebbe maggior spazio per non ritoccare anche l’aliquota del 21% se non volesse nuovamente intervenire a favore delle imprese, riducendo il cuneo fiscale», mentre la Coldiretti si è espressa in questo modo, «Niente aumenti per carne, pesce, yogurt, uova, ma anche per riso, miele e zucchero per i quali si continua ad applicare l’Iva al 10% grazie all’intesa raggiunta tra governo e maggioranza che risparmia dall’aumento dell’Iva la gran parte dei prodotti alimentari di grande consumo» e conclude, «Una scelta necessaria per scongiurare ulteriori effetti depressivi sulla domanda di fronte al drastico calo dei consumi che per gli alimentari ha raggiunto il 3 per cento in quantità nei primi nove mesi dell’anno».
Nessuna notizia sul fronte Tobin Tax: i relatori dicono infatti di non averne discusso con il Ministro Grilli, ma considerando le ultime critiche giunte da Bankitalia e Consob, sono alte le probabilità di modifica anche su questo versante.