Dalla laurea al posto di lavoro quanto tempo ci vuole? Quattro anni. A quanto rivela l’Istat, infatti, nel 2011 lavora il 71,5% dei laureati nel 2007, mentre il 15,2% risulta ancora alla ricerca.
I più ricercati? Gli infermieri
Quali sono le lauree e le specializzazioni più ricercate? Quelle nel campo sanitario. E quelle più mal messe? I laureati in Lettere, sotto questo aspetto, non se la passano proprio bene. Un luogo comune? No, sempre di dati si tratta. Infatti, tra chi sceglie corsi di laurea riguardanti professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche, risulta occupato ben il 95%, mentre chi sceglie di specializzarsi in ingegneria meccanica, gestionale, elettronica, edile, architettura o scienze economico-aziendali ha molte possibilità di trovare un’occupazione, molto di più di chi si laurea in Lettere e Filosofia (con un tasso di disoccupazione che si aggira attorno al 40%), scienze biologiche e scienze della terra.
Al sud la situazione più critica, donne meno pagate
La situazione risulta molto critica nel Mezzogiorno e per la componente femminile. Il tasso di disoccupazione femminile rispetto a quello maschile, infatti, riscontra una differenza di quasi 10 punti percentuali (23% femminile contro il 14,8% maschile nelle lauree triennali, 18% contro il 10,2% per ciò che riguarda le specializzazioni).
Lo stipendio medio del laureato occupato si aggira tra i 1.200 euro (settore dell’insegnamento, architettura, geologico, biologico e letterario) e i 1.600 euro (settore difesa e sicurezza), ma se si analizzano i salari della componente femminile si rileva una differenza di ben 200 euro rispetto agli stipendi maschili.
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