Lagarde (FMI): gli interventi della BCE devono essere accompagnati da riforme e flessibilità

Simone Casavecchia

9 Dicembre 2014 - 14:57

condividi

Christine Lagarde interviene sul tema della ripresa italiana segnalando l’urgenza delle riforme del mercato del lavoro e della giustizia, interventi improcrastinabili che devono accompagnare quelli della BCE.

Lagarde (FMI): gli interventi della BCE devono essere accompagnati da riforme e flessibilità

Intervenuta all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Commerciale Bocconi, Christine Lagarde, direttore del Fondo Monetario Internazionale (FMI), ha messo a fuoco i principali problemi dell’Eurozona, sottolineando l’importanza dell’attuazione delle riforme strutturali per l’Italia. Si tratta di un’intervento a tutto tondo che non ha mancato di sottolineare l’incidenza delle politiche monetarie della BCE e che va specificare i principali nodi ancora da sciogliere per rendere competitivo il sistema Italia.

Le politiche monetarie della BCE
L’intervento di Christine Lagarde è iniziato con un’analisi delle politiche monetarie della Banca Centrale Europea. A tal proposito è stata confermato lo stretto legame tra le politiche monetarie della BCE e le politiche, non solo economiche dell’Eurozona. Quel che è stata ribadita è la consapevolezza, propria di tutte le principali istituzioni economiche internazionali, che gli interventi di politica monetaria, per dare i loro frutti e produrre una ripresa duratura e robusta, devono essere accompagnati da scelte politiche coraggiose sia sul piano europeo che su quello nazionale.
La BCE in questi anni, secondo la Lagarde, ha giocato un ruolo di primaria importanza

«nel panorama politico e deve continuare a giocare un ruolo cruciale a sostegno della domanda. La Bce ha intrapreso passi coraggiosi nei mesi recenti, annunciando ad esempio significative acquisizioni dirette di obbligazioni private. Queste iniziative dovrebbero aiutare a sostenere la domanda e a evitare i rischi di una inflazione persistentemente bassa»

Tuttavia l’acquisto di titoli privati (Tltro e covered bond) e la disponibilità, per ora solo paventata, di una diversificazione del proprio portafogli, con l’acquisto di titoli sovrani (QE), per quanto possano essere ritenuti interventi essenziali, per sostenere la crescita e arginare il rischio di bassa inflazione, per essere efficaci devono essere accompagnati da interventi, altrettanto determinanti, sul piano delle politiche economiche e fiscali europee. In Europa, infatti:

«la politica fiscale ha un ruolo fondamentale da giocare e le misure fiscali devono sostenere il più possibile la crescita e il lavoro. Pensare a progetti di infrastrutture pubbliche paneuropee, efficienti anche dal punto di vista dei costi, può aiutare a gettare le fondamenta di una crescita sostenuta. In ultimo occorre una certa flessibilità nelle regole del Patto di Stabilità e Crescita per sostenere gli investimenti pubblici e l’implementazione di riforme strutturali».

Lo scenario italiano
Non solo Europa nel discorso di Christine Lagarde che guarda all’Italia come a un Paese che potrebbe rimanere strangolato in una morsa letale fatta di crescita prossima allo zero e aumento dei prezzi quasi nullo. La bassa crescita che è stimata per i prossimi anni, proprio dal Fondo Monetario Internazionale, all’1% del PIL italiano e la bassa inflazione sono una

«miscela tossica. Esse creano un circolo vizioso; se ci si attende in futuro una bassa crescita, si investirà sempre meno, e quindi oggi si assumerà anche di meno».

Per questo diventa ormai improcrastinabile attuare quelle riforme strutturali sentite come indispensabili da molti operatori internazionali. Da qui arriva un apprezzamento netto per il Jobs Act recentemente approvato e per il contratto a tutele crescenti che, secondo il numero uno dell’FMI, dovrebbe servire a migliorare il mercato del lavoro sia dal punto di vista dei lavoratori che da quello delle imprese.

In base a un recente studio, sempre dell’FMI, quella della disoccupazione è una piaga che affligge il 40% dei giovani italiani ovvero, circa 700.000 giovani, che devono rientrare nel mercato del lavoro non solo per mezzo del Jobs Act ma anche attraverso un altro intervento ritenuto di fondamentale importanza, quello dell’abbattimento del cuneo fiscale italiano che deve ritornare

«al livello della media europea (e) potrebbe abbassare la disoccupazione giovanile di 4-8 punti percentuali». «Questo potrebbe significare da 60.000 a 130.000 giovani che tornerebbero a lavorare».

Altro punto che emerge dall’intervento della Lagarde, è quello relativo alla riforma della giustizia civile. Tempi lunghi, eccessivamente lunghi che richiedono

«oltre mille giorni per far valere in giudizio un contratto, più del doppio della media Ocse»

e che sono aggravati anche da disparità regionali nei tribunali del lavoro, funzionali in alcuni casi (Piemonte e Trentino) dove occorrono 300 giorni per risolvere una controversia di lavoro ma del tutto farraginosi in altri (Puglia e Sicilia) dove di giorni ne occorrono oltre 1000. Se questa situazione fosse sanata, o quanto meno migliorata, i dati dell’FMI stimano un che

«dimezzare la durata delle controversie di lavoro aumenterebbe di circa l’8% la possibilità di ottenere impiego».

Anche le banche italiane, secondo Lagarde, possono fare ancora molto per migliorare la situazione del nostro paese. La strada per il rafforzamento dei loro bilanci è ancora lunga e solo attraverso quel passaggio obbligato può essere sostenuta la ripresa delle piccole e delle medie imprese. Per questo gli istituti di credito italiani devono azzerare, nei loro bilanci, i crediti inesigibili e allentare i loro voncoli, rendendo la concessione di prestiti più semplice e veloce.

Nessun commento

Gentile utente,
per poter partecipare alla discussione devi essere abbonato a Money.it.

Iscriviti a Money.it

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

SONDAGGIO