La settimana dei mercati: gli asset caldi da monitorare (dal 28 settembre al 4 ottobre)

Gli asset sotto i riflettori di questa settimana. Dal dollaro americano ai metalli preziosi. Dai listini alle azioni USA passando dalle soft commodities.

La settimana dei mercati: gli asset caldi da monitorare (dal 28 settembre al 4 ottobre)

L’Europa si scontra con la ripresa dei contagi e il possibile impatto economico di una seconda ondata di pandemia invernale mentre negli Stati Uniti si pensa alle elezioni Presidenziali e ai dati macroeconomici. In un contesto internazionale non particolarmente favorevole sono comunque presenti delle realtà in crescita che dimostrano forte resilienza alla crisi.

Europa: il timore di una seconda ondata di Covid19 si abbatte sui mercati

I listini dell’eurozona si arrendono alla ripresa dei contagi da Covid19 rompendo a ribasso la fase laterale nelle quali erano ingabbiati nell’ultimo periodo. L’indecisione sembra svelata e la scelta di una direzione presa durante la scorsa settimana. Il FTSEMib, che nelle ultime cinque giornate ha ceduto il 4,23%, viola la fase di compressione nella giornata di lunedì scorso, lo stesso vale per il Cac40 e l’Ibex35 che durante l’ultima settimana di Borsa lasciano sul campo rispettivamente il 4,99% e il 4,35%. Tra i listini peggiori dell’area euro anche il Dax30 che, nonostante la resistenza alla discesa, alla fine è crollato nella seduta di lunedì 21 settembre senza lasciare spazio ai dubbi sui timori legati alla pandemia.

La ripresa dei contagi in autunno con il forte incremento dei casi in tutti i principali paesi europei sembra l’inevitabile preludio ad una seconda ondata invernale. I timori, evidenziati dalla fase laterale dell’ultimo periodo sui listini, si sono materializzati sui mercati con la rottura dei livelli e l’indirizzamento a ribasso dei prezzi. Ad oggi sembra rilevante solo l’impatto che potrà avere la pandemia sui conti aziendali dell’ultimo trimestre e sui dati macroeconomici del prossimo futuro.

Nonostante il Recovery Fund, di cui tuttavia è ancora prematuro pensare alla risorse in quanto non disponibili prima del 2021, ed i piani di politica monetaria messi in atto dalla Bce e gli stimoli fiscali da parte dei vari governi, la portata di una seconda ondata pandemica e la data della distribuzione di un primo vaccino efficace non sembrano determinabili. Questi fattori sono gli elementi dominanti di questo momento di mercato che in questa settimana sembra non avere premiato nessuno, ma punito tutti.

Stati Uniti tra scontri politici e commerciali non si rivede ancora la luce

Gli indici americani sembrano avere pagato il conto più salato all’inizio del mese di settembre mentre nell’ultima settimana sui mercati ha regnato la riflessione. I listini si sono mossi poco e il Vix Index è sceso dai 29,27 punti della prima seduta al 27,10 di venerdì scorso, una flessione del 7,4% che sembra accompagnare il momento di pausa. I mercati infatti si sono aggirati intorno alla parità con l’S&P500 in calo dello 0,87%, il Nasdaq Comp. in crescita dello 0,85% e il Dow Jones in discesa dell’1,99%.

Gli Stati Uniti affrontano uno dei peggiori periodi pre-elettorali degli ultimi anni. Il Presidente Donald Trump che, secondo i sondaggi del Real Clear Politics, sarebbe dietro a Joe Biden con il 42,7% delle preferenze rispetto al 49,10% del candidato democratico, sembrerebbe intenzionato a dare battaglia in caso di una sconfitta il 3 novembre. Storicamente i due mesi precedenti alle elezioni non sono favorevoli ai mercati che temono sempre il cambiamento, ma quest’anno la debolezza dei listini potrebbe essere accentuata dalle divergenze politiche, oltre ai timori sugli effetti economici della crisi sanitaria, ai problemi legati agli scontri sociali, alle riforme fiscali e ai problemi commerciali con la Cina.

Oro e Argento in calo dopo la rottura della fase laterale

L’oro rompe a ribasso la fase laterale nella quale era intrappolato dal 12 agosto 2020 tra un minimo a quota 1.900 ed un massimo in area 1.985. La banda di oscillazione a range ristretto nella quale si trovava il metallo prezioso è stata violata mercoledì scorso in accelerazione. Il movimento sembrava intenzionato ad andare con decisione oltre il livello dopo la barra di giornata che ha lasciato sul campo oltre il 2%, ma le giornate seguenti sono state caratterizzate dall’indecisione. Il prezzo ha violato in settimana anche la trendline dinamica di medio periodo che definiva il trend dal 19 marzo 2020.

Più definita invece è stata la rottura dell’argento, che ha perso il 17,70% dal livello inferiore della fase laterale ai minimi del 24 settembre. Il parente meno nobile dell’oro si è poi parzialmente ripreso recuperando qualche punto e chiudendo la settimana a quota 22,89.

Il recupero del dollaro è la parziale causa della perdita di performance dei metalli preziosi correlati inversamente al movimento della valuta. Un altro fattore è dovuto alle prese di beneficio del rally iniziato il 19 marzo che ha fatto registrare una performance positiva per l’oro del +41,92% sui massimi e del +155% circa per l’argento.

Eur/Usd accelera a ribasso. La corona norvegese in forte debolezza

Il dollaro si rafforza e rompe a ribasso la fase laterale che durava dal 30 luglio 2020. La major ha fatto registrare la violazione della parte bassa della banda di oscillazione a quota 1,1750, il 22 settembre 2020 ed attualmente si è appoggiato sul supporto a quota 1,16, anche livello di passaggio della trendline dinamica di lungo periodo. Una rottura a ribasso del livello porterebbe il biglietto verde verso quota 1,15, mentre in caso di pullback si potrebbe rivedere il test di area 1,1750.

L’aumento dei contagi da Covid19 nell’euro-zona e alcuni dati macroeconomici che hanno disatteso le stime degli analisti, in particolare il PMI dei servizi del mese di agosto, sono parte dei fattori che attualmente spingerebbero gli investitori verso il biglietto verde. Sarà quindi fondamentale per l’euro il mantenimento del supporto. A comprovare il movimento di forza del dollaro contro le principali valute è il Dollar Index che rileva un apprezzamento del +2,5% da inizio mese, con un aumento da 92 a 94 punti, a dimostrazione della rinnovata forza della moneta a stelle e strisce contro i più importanti cambi.

Interessante il movimento del cross EUR/NOK, dove invece l’euro si rafforza nei confronti di una corona norvegese che non riesce a reagire dopo la violazione della resistenza in area 10,785. Andamento molto simile anche contro il dollaro americano, segno delle difficoltà attuali della moneta.

Gli asset sotto i riflettori della settimana

Tra i titoli della settimana sotto la lente resta BeiGene in rally dopo la rottura della resistenza a quota 255$, Horizon Therapeutics aziende biotech in ripresa del livello in area 77$, Seattle Genetics in corsa verso il massimo storico a 187,99$ e Danaher, in fase di compressione rialzista sui livelli del massimo storico in zona 208$.

Sempre sotto i riflettori restano anche Dollar General ancora alla ricerca della violazione del livello a rialzo e Zillow Group che continua il rally e si presenta alla sfida della rottura del massimo del 23 settembre 2020.

Da mantenere monitorate anche Zoom Video Communications che continua la corsa a rialzo, United Parcel Service (UPS) in forte pressing sulla parte alta della fase di consolidamento rialzista, oltre a Deere, FedEx e Sherwin-Williams.

Tra le valute, nei cambi contro l’euro una menzione particolare spetta al movimento dell’ EUR/NOK, in fase di forte apprezzamento dell’euro nei confronti della corona norvegese. Nei cambi contro il dollaro americano resta interessante lo USD/CAD, con l’indebolimento della moneta canadese e lo USD/CHF. Tra i cambi esotici sotto i riflettori si mantiene la lira turca, USD/TRY.

Tra le soft commodity interessante l’andamento rialzista del Cotone e l’appoggio del Corn sulla zona di supporto e parte alta della banda laterale che ha violato il 10 settembre 2020. Il mantenimento del livello sarà importante per la ripartenza. Una rottura a ribasso porterebbe il Corn nuovamente nella banda di oscillazione.

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