La politica fa male cervello, lo dimostra uno studio di Yale

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La politica fa male cervello, lo dimostra uno studio di Yale

Uno studio condotto dall’università di Yale dal titolo“Motivated Numeracy and Enlightened Self-Government” ha dimostrato scientificamente che la politica fa male al cervello.

No, non è uno scherzo, ma il risultato di mesi di esperimenti ed osservazioni dirette dall’illustre professore Dan Kahan, docente di legge nell’illustre università.

Secondo lo studio, gli individui sarebbero infatti disposti a mentire, sbagliare e ad andare contro la più semplice logica pur di non contraddire le loro posizioni politiche.
Ma vediamo di saperne di più.

Lo studio

Lo studio del professor Kahan si basava su una serie di domande, politiche e non, a cui i vari soggetti dovevano rispondere basandosi su elementari tavole numeriche.

La prima domanda riguardava la pelle: le creme provocano prurito? I soggetti sotto esame sono riusciti ad interpretare agilmente la tavola numerica e a mettere in atto i calcoli giusti. La quasi totalità degli intervistati ha dato infatti la risposta esatta.

La seconda domanda invece riguardava un argomento politico che sta molto a cuore agli americani, dati i numerosi episodi di violenza e omicidio perpetrati negli ultimi anni. Stiamo parlando proprio delle armi e della loro “libera circolazione” negli Stati Uniti.

Si chiedeva infatti di rispondere ad una domanda: limitare la concessione del porto d’armi potrebbe ridurre il tasso di criminalità?

A questo punto, in base alla tavola numerica in loro possesso, i soggetti interpellati avrebbero dovuto rispondere di sì, ma inaspettatamente per molti il risultato è stato diverso.
Parecchi infatti hanno sbagliato calcoli elementari, dando la risposta errata.

Questo perché, secondo gli studiosi, data l’alta valenza politica della domanda soprattutto negli USA, gli individui sbagliavano i semplicissimi calcoli per non andare contro le loro convinzioni politiche.

Gli studiosi sottolineano che, nel momento in cui essi si accorgevano che i calcoli li avrebbero portati a negare il loro credo politico, iniziavano a sbagliare inconsciamente.

E c’è di più. Maggiore era la conoscenza matematica degli intervistati, maggiore era la tendenza a sbagliare di proposito.

L’analisi

Il risultato raggiunto dagli studiosi di Yale non è il primo ad andare in questa direzione. Altri studi hanno infatti dimostrato che la politica è un fattore congenito che spinge gli uomini a sabotare il loro cervello. La convinzione politica viene prima della logica, del sapere e dell’intelligenza. E se il cervello dice il contrario, poco male, riusciremo comunque a dimostrare che abbiamo ragione.

Data l’attuale situazione politica italiana, consigliamo ai nostri rappresentati di leggere molto, ma molto attentamente questo studio: non sia mai che arrivi l’illuminazione.

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