Il 9 luglio è il termine ultimo per pagare la patrimoniale sui conti esteri, varata dal governo Monti.
L’imposta sarà dello 0,1%
Chi detiene attività finanziare all’estero, dovrà dunque pagare un’imposta dello 0,1%, congiuntamente al saldo dell’Irpef per il 2011: scadenza che inizialmente era a giugno 2012, ma che è stata prorogata per l’appunto al 9 luglio. Gli interessati sono persone fisiche residenti nel territorio dello Stato italiano.
L’imposta sarà dunque dell’1 per mille per il 2011 e per il 2012, e dell’1,5 per mille per il 2013.
Le attività coinvolte e quelle da escludere
L’imposta interessa le attività finanziarie detenute all’estero da persone residenti ai fini fiscali in Italia: tra le attività sono da includere, tra le altre, conti correnti, partecipazioni, titoli e polizze vita. Sono invece da escludere le società di persone, le società di capitali, gli enti commerciali e non e i trust. L’imposta va applicata proporzionalmente al periodo e alla quota di detenzione.
Le attività custodite, affidate o amministrate da intermediari non residenti in Italia, invece, non vengono incluse nel pagamento dell’imposta.
Scudo fiscale e rimpatrio giuridico
Un discorso a parte va fatto per quelle attività che hanno usufruito dello scudo fiscale o che sono rimpatriate. Le attività finanziarie regolarizzate con lo scudo fiscale vengono considerate come detenute all’estero e dovranno essere indicate nel modulo RW della dichiarazione dei redditi e soggette a tassazione, mentre le attività finanziarie che hanno usufruito del rimpatrio giuridico vengono escluse dal prelievo dell’imposta, poiché, data la situazione, sono state affidate a intermediari e dunque detenute in Italia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA