La Grecia è in crisi di liquidità e non sarà in grado di rimborsare i 300 milioni di euro al FMI. Si fa sempre più cerco che non ci sarà alcun accordo tra i creditori europei e il governo Tsipras.
Mentre i negoziati si stanno facendo sempre più tesi e si guarda al vertice di Riga (20-21 maggio), si afferma l’incapacità da parte della Grecia di non riuscire a ripagare l’ultima rata al FMI.
La Grecia sembra stare per fare una scelta, il momento della verità è arrivato.
Nikos Filis, portavoce del gruppo parlamentare di Syriza, all’emittente privata ANT1 ha dichiarato:
C’è la necessità di discutere una ristrutturazione del debito greco. Non ci sono fondi per rimborsare l’enorme prestito del Fmi, il governo pagherà stipendi e pensioni. Non daremo soldi ai creditori.
Una cosa è certa. Atene non rimborserà la tranche da 300 milioni al Fondo monetario internazionale il prossimo 5 giugno senza un accordo con i creditori.
Ricordiamo che l’importo da consegnare sarebbe di 7,2 miliardi euro, l’ultima tranche del prestito già decisa ma non ancora sbloccata.
Il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis ha dichiarato al settimanale tedesco Zeit:
L’analisi del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble sulla Grecia è sbagliata. Commette un errore nel considerare i precedenti governi greci come un riflesso del carattere di tutto il popolo greco.
Che Schaeuble metta in risalto il potere relativo della Germania piuttosto che considerare le argomentazioni di quando ci si incontra è spiacevole.
L’incertezza sulla crisi greca pesa molto sui mercati finanziari europei, avendo registrato una lieve flessione e dopo un’apertura positiva grazie alla spinta del settore delle telecomunicazioni.
Così Londra guadagna lo 0,07%, a Milano l’indice Ftse Mib è in discesa dello 0,16%, Francoforte perde lo 0,26% e Parigi lo 0,27%, Madrid va giù dello 0,12% e Atene scende dello 0,44%.
La cancelliera Angela Merkel e il presidente francese François Hollande, alla fine del vertice a Berlino, hanno assegnato alla Grecia gli ultimi 12 giorni per trovare un accordo, ossia fino alla fine di maggio. La prima ha chiesto anche un’accelerazione del negoziato.
Si fanno sempre più forti le convinzioni secondo cui non ci sarà alcun accordo al prossimo Eurogruppo di Riga.
Il governo greco aveva avanzato la proposta di un’aliquota IVA al 15% su quasi tutti i beni e servizi ad eccezione delle medicine, sulle quali l’imposta sarebbe del 6,5%.
Per gli acquisti sarebbe previsto un addizionale del 3% per i pagamenti in contanti. La proposta è stata respinta in quanto non migliorerebbe granché il bilancio statale della Grecia.
La Bundesbank ha chiesto pubblicamente lo stop all’erogazione di nuova liquidità alle banche greche. Se venisse confermata sarebbe se non la fine, quasi. La Germania, mentre concede e temporeggia, impone il rispetto dei trattati e vuole che gli stati non debbano essere finanziati.
La revisione settimanale dei fondi ELA, il programma che fornisce alle banche della Grecia la liquidità di emergenza, la settimana scorsa ha riferito che il tetto ai finanziamenti è stato innalzato a 80 miliardi. Però, stando ai criteri attuali, gli istituti ellenici potrebbero ottenere fino a un massimo di 95 miliardi entro la fine di giugno, data di scadenza del programma. Dopo che succederà?
Intanto Moody’s secondo le sue analisi ritiene che vi sia un rischio di blocco dei depositi bancari per il grave deterioramento che coinvolge la liquidità e l’accesso ai finanziamenti delle banche. Ha deciso di sottoporre in blocco a «prospettive negative» sui rating. Ritiene che sia poco plausibile che le pressioni si allentino nei prossimi mesi e ci sono elevate probabilità che vengano imposte restrizioni sui capitali e blocchi sui depositi.