La Germania si schiera con la Merkel e rivuole il marco

Daniele Sforza

28/06/2012

La Germania si schiera con la Merkel e rivuole il marco

Angela Merkel è sempre più isolata al cospetto dei vertici europei e dell’opinione pubblica dei Paesi membri dell’Eurozona, ma mantiene il sostegno dei tedeschi.

La moneta unica non è necessaria

A quanto rivela un sondaggio indetto da YouGov, il 43% dei tedeschi resta ancora favorevole all’utilizzo dell’euro, ma il 41% rivorrebbe il marco. Se ci fosse un referendum sulla permanenza nella zona Euro, la Germania risulterebbe dunque spaccata a metà, come quasi ogni Paese. Più forte il desiderio di restare nell’Unione europea: 51% favorevole contro il 28% contrario. Numeri di una rilevanza non indifferente, segnali che indicano comunque che la fiducia nell’euro è drasticamente mutata. I tempi d’oro della moneta unica sono ormai stati dimenticati e le ingerenze dei Paesi più deboli dell’eurozona non fanno altro che innervosire i tedeschi, stanchi forse anche di vedere la propria cancelliera ritratta come una «nouvelle Hitler». La Germania resta dunque «europea», ma non vede la necessità di utilizzare una moneta unica.

Il pericolo numero 1 resta però la fine dell’euro

Tuttavia è anche vero che il pericolo più temuto dai tedeschi consiste nell’affrontare la fine dell’euro. Anche sotto questo aspetto va letto il forte appoggio dei tedeschi alla Merkel, che ottiene ancora il 67% dei consensi, una maggioranza schiacciante che però sottolinea ulteriormente l’isolamento «europeo» non solo della cancelliera, ma anche di un intero Paese, che a oggi vanta ancora «la spocchia della prima della classe».
Nel complesso, inoltre, la Germania risulta sulla stessa lunghezza d’onda della Merkel. Tra gli intervistati, solo l’11% pensa che la Germania debba fare un passo indietro e dimostrarsi più generosa. Più alte le percentuali di chi pensa che il Paese abbia già agito a sufficienza (il 37%) e di chi pensa che la soluzione migliore sia quella di proseguire con la politica attuale (il 44%).
Tra gli alleati più affidabili per uscire dalla crisi dell’euro, il popolo tedesco vede nell’ordine i seguenti Paesi: Francia, Stati Uniti, Italia e Regno Unito.

Fine dell’euro? Crollo del Pil e aumento disoccupazione

Tuttavia il pericolo dell’eurocrisi non è temuto solo dal popolo tedesco, ma anche dallo stesso governo. Secondo il «Der Spiegel», infatti, il ministero delle Finanze tedesco ha approntato uno studio finalizzato a capire quali sarebbero le conseguenze di una possibile caduta dell’euro per la Germania.
L’analisi pone l’attenzione sul crollo del Prodotto interno lordo (-10%) e sull’aumento della disoccupazione di ben 2 milioni di unità, con una crisi senza precendenti che riguarderebbe il settore dell’export.