La Germania fuori dall’Europa: i greci sognano tra partite di calcio e tensioni sociali

Daniele Sforza

19/06/2012

La Germania fuori dall’Europa: i greci sognano tra partite di calcio e tensioni sociali

La Grecia è un focolaio: tensioni nelle periferie e delusione politica. I greci abbandonano l’impegno civile aspettando (poco) fiduciosi quello che farà il governo neo-eletto, ma l’attesa è tutta per la partita di venerdì prossimo contro la Germania: i greci sognano di capovolgere i ruoli, ovvero buttare fuori la Merkel dall’Europa (calcistica).

Il governo chiamato a salvare un Paese

Un governo di unità nazionale sta per essere formato: Nea Dimokratia, Pasok e la Sinistra democratica (Dimar): Syriza rispedisce l’invito al mittente, gettando le basi per un futuro da sicuro protagonista. In parlamento anche i Greci indipendenti, i comunisti del Kke e i neonazisti di Alba Dorata. Con i risultati definitivi, i partiti greci ammessi al Parlamento si sono suddivisi nel seguente modo i seggi: Nea Dimokratia, con il 29,66% dei consensi, ne ottiene 129, mentre il secondo partito, Syriza, con il suo 26,89% di consensi, ne ottiene 71. Dietro il Pasok (12,28%, 33 seggi), i Greci indipendenti (7,51%, 20 seggi), Alba Dorata (6,92%, 18 seggi), Sinistra democratica (6,26%, 17 seggi) e Kke (4,5%, 12 seggi). La coalizione Nea Dimokratia-Pasok-Dimar, dunque, totalizzarebbe in tutto ben 179 seggi sui 300 disponibili in Parlamento, una maggioranza non schiacciante, ma comunque buona per tentare di andare incontro a un obiettivo comune.
Tuttavia bisognerà fare in fretta: la Grecia chiederà alla troika di ammorbidire il rigore merkeliano e spalmare gli 11,4 miliardi di debito in 4 anni invece che nei 2 stabiliti, proposta approvata e sperata perfino nella Casa Bianca, ma non certo dalla Germania: Angela Merkel, da Los Cabos dove si tiene il vertice G20, fa sapere che «non ci sono margini per rinegoziare i termini del salvataggio concesso dall’Unione europea alla Grecia».

Grecia-Germania? Più di una partita di calcio

Inoltre, mente un’interessante analisi pubblicata sul settimanale ellenico «To Vima» fa sapere che circa 1 poliziotto su 2 ha votato «Alba Dorata», un’analisi che la dice lunga sull’esasperazione e sull’estremismo delle forze dell’ordine greche, ci sono stati ancora scontri nella periferia ovest di Atene, e più precisamente nel sobborgo di Ano Liossa. Tensione sociale pronta a scoppiare? Il governo appena eletto vorrebbe prendersi il ministero dell’Interno proprio per sedare le rivolte attuali e risolvere i disagi interni, come promesso in campagna elettorale.
Il popolo greco, tuttavia, si discosta già dal sentimento politico: è stato un voto pro-euro, sicuramente, ma dettato più dalla paura delle devastanti conseguenze profetizzate da Nea Dimokratia in un video propagandistico durante la campagna elettorale, nonché da un pizzico di orgoglio nazionalista.
Quell’orgoglio che la nazionale greca tirerà fuori venerdì prossimo, durante il quarto di finale contro la Germania: il sogno di buttare la Merkel fuori dall’Europa è uno tra i più chiacchierati nel Paese ellenico. E ormai la gente, forse anche per distrarsi, si aggrappa all’entusiasmo di una vittoria che andrebbe oltre il fine sportivo: il calcio, dopotutto, può anche essere politica.