La FED pronta a sostenere l’economia americana

Nicola D’Antuono

17 Ottobre 2010 - 11:27

La FED pronta a sostenere l’economia americana

La giornata di venerdì è stata un susseguirsi di eventi di stampo macroeconomico tali da influenzare i principali mercati finanziari e chiaramente l’immenso mercato delle valute. A muovere inizialmente i mercati ci ha pensato Ben Bernanke, il numero uno della Federal Reserve, con l’inizio del sintervento alla conferenza sulla politica monetaria organizzata dalla FED di Boston. Il governatore della banca centrale americana ha evidenziato come l’economia a stelle e strisce stia crescendo a ritmi dolorosamente lenti per trainare l’occupazione e che le ultime rilevazioni sull’inflazione mostrino un calo rispetto al target di inflazione minimo programmato. Lo spauracchio della deflazione è da sempre l’incubo di Bernanke, che si è detto pronto a intervenire con nuove manovre di stimolo per migliorare la ripresa economica. Il nuovo allentamento quantitativo, detto QE2 (che farebbe seguito al primo pacchetto da 800 miliardi di $ di molti mesi fa), prevede l’inondazione del mercato di nuova liquidità attraverso l’acquisto di titoli governativi e asset legati ai mutui ipotecari in sofferenza. Questa manovra potrebbe concretizzarsi con le riunioni del FOMC del prossimo 3-4 novembre, appena dopo le elezioni e prima del G-20 di Seul.

Non mancano, però, le critiche alle azioni di Bernanke, finito nel mirino della maggior parte degli economisti che nutrono seri dubbi sulla reale possibilità di migliorare l’economia con un’ulteriore manovra di QE. Prima fra tutti, Nouriel Roubini: «Se un’iniezione di spesa da oltre 800 miliardi di dollari e tassi a livelli bassi senza precedenti non hanno raggiunto l’obiettivo, non si vede perché una nuova forse timida manovra della FED potrebbe cambiare lo scenario di fondo>». Secondo Roubini, «alla fine non si potrà fare a meno di una ristrutturazione di una parte del debito».