La Cina taglia i tassi, l’Europa sorride

Daniele Sforza

07/06/2012

La Cina taglia i tassi, l’Europa sorride

Li chiamano «segnali di stress», e non potrebbero essere definiti altrimenti. I tempi stanno cambiando e anche la Cina ne risente.

L’ultimo allentamento della politica monetaria nel 2008

Così la mossa inaspettata della People’s Bank of China di ridurre il costo del denaro di 25 punti base risulta improvvisa, un fulmine a ciel sereno, con ripercussioni più che positive sulle borse europee e sui futures Usa.
E gli stimoli fiscali? Pechino li aveva sempre citati nelle ultime dichiarazioni ufficiali, allontanando con decisione eventuali aiuti da parte della banca centrale. E così da venerdì 8 giugno il nuovo tasso di riferimento sui depositi base sarà del 3,25%, mentre il tasso sui prestiti sarà portato al 6,31%. La notizia fa scalpore perché si tratta della prima riduzione del costo del denaro dal caso Lehman Brothers (anno 2008).

Frena la crescita economica

Ci si aspettava un intervento da parte della Pboc, ma non di questa entità: si pensava che la novità avrebbe coinvolto, ancora una volta, il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche. E invece la manovra di Pechino risulta inaspettata e sorprendente: effetto del rallentamento dell’economia globale, dell’aggravarsi della crisi dell’Eurozona, i segnali di debolezza rilevati dagli ultimi dati economici degli Stati Uniti.
Si prevede così che nel 2012 la crescita economica rallenterà al +8,2%, oltre il target del governo fissato tra il +7,5% e l’8%. Anche per ciò che concerne la produzione industriale si registra una brusca frenata al +9,3% nel mese di aprile (-2,6% rispetto a marzo).
I mercati nel frattempo sorridono, incrementando i guadagni, e attendendo con meno tensione le parole di Bernanke.