Chi ha avuto modo di leggere il mio ebook Trading Nel Forex sa benissimo quanta importanza ripongo nel fare attenzione a determinate fasce orarie, che nel corso della giornata possono decretare l’inizio o sancire la fine di un trend. La globalizzazione dei mercati finanziari, e più in generale l’analisi intermarket, rende necessario un livello di attenzione molto alto per i day-trader intenzionati a cogliere i principali movimenti sui mercati basandosi principalmente sul sentiment degli investitori in particolari momenti del giorno. Oggi – con l’avvento di internet e di sofisticate tecnologie di supporto anche per gli investitori privati – i volumi sono aumentati notevolmente creando le condizioni per un aumento generalizzato della volatilità media. Ciò si traduce in una necessità impellente per i day-trader di migliorare la propria reattività al manifestarsi di determinati eventi. Così, la battaglia sui mercati non fa altro che contrapporre continuamente due sentimenti opposti tra gli investitori: l’appetito per il rischio e l’avversione per il rischio (risk aversion). Da queste due facce della stessa medaglia nascono anche i movimenti sul mercato internazionale delle valute come riflesso di ciò che accade sugli altri mercati finanziari mondiali. Sebbene questa contrapposizione vede un sentiment prevalere sull’altro, e viceversa, in diversi momenti della giornata (pubblicazioni di dati macroeconomici rilevanti, riunioni tra policy makers, giudizi rilasciati da agenzie di rating, ecc.), esistono due momenti precisi della giornata che vale la pena seguire con maggiore attenzione. Si tratta dell’apertura delle Borse del Vecchio Continente (tra le ore 8.00, con l’apertura dei futures, e le ore 9.00, con l’apertura delle contrattazioni dei titoli europei) e quella della Borsa di Wall Street a New York (ore 15.30).
Per capire come un’apertura molto positiva o negativa possa impattare sul mercato dei cambi, prendiamo in esame la sessione del giorno 27 maggio 2010 che vedeva le Borse europee in forte rialzo. Alle ore 15.30 apre Wall Street, che resta pur sempre la guida principale per i listini azionari di tutto il mondo. L’andamento è subito molto incoraggiante e tende a rafforzare ciò che gli investitori stavano già mettendo in pratica sui listini europei. Il mercato delle valute risponde premiando subito le valute più rischiose (o high-yield), come l’Euro, la Sterlina o le commodity currencies (Aud, Nzd, Cad). Così, dopo un ritracciamento che si era prolungato proprio in attesa dell’apertura delle Borse statunitensi, l’Euro/Dollaro si muove subito verso l’alto tagliando ben presto anche il canale ribassista di breve periodo e allungandosi così da area 1,22 a 1,24 circa. Ancora una volta l’analisi intermarket e lo studio del sentiment sul mercato ha fatto la differenza…
© RIPRODUZIONE RISERVATA