L’ottimo risultato nelle elezioni amministrative in Spagna del partito Podemos conferma una tendenza anti-sistema in crescita nel Vecchio Continente.
Continua a mutare il panorama politico nel Mediterraneo.
Figlio di un processo nato nel nostro Paese nel 2013, il voto di ‘protesta’ irrompe nei maggiori Stati dell’Europa meridionale, alterando gli equilibri del bipartitismo tradizionale.
Una corrente che ha come unico comune denominatore la crescita imponente al seguito di governi che hanno adottato provvedimenti anti-crisi.
L’austerity, infatti, è stata fatale per i governatori di Italia, Grecia e Spagna.
Dopo il M5S, Syriza e Front National, cresce in Spagna il sostegno a partiti come Podemos e Ciudadanos, riconosciuti chiari antagonisti della ‘vecchia politica’.
Particolarmente positivi, sono i risultati ottenuti da Podemos nelle amministrative di domenica 24 maggio: il movimento di sinistra offusca PP e PSOE, conquistando Barcellona e costringendo il Partito Popolare al testa a testa a Madrid.
Il leader di Podemos Pablo Iglesias non nasconde l’entusiasmo per lo storico traguardo:
“Il risultato delle elezioni di oggi segna l’inizio della fine del bipartitismo in Spagna”.
Il primo partito politico non convenzionale a scardinare l’ancien regime, è stato il Movimento 5 Stelle in Italia.
La nuova realtà creata dal duo Grillo-Casaleggio, stravolse i pronostici delle elezioni nel 2013, superando il 20% del consenso popolare.
Uno tsunami che spazzò via il duopolio PD-Forza Italia: molti cittadini affidarono le loro speranze al M5S, dopo la politica di austerità imposta dal governo Monti.
A due anni di distanza, continua ad avere il suo peso la percentuale di italiani che non si riconosce nei tradizionali blocchi di destra e di sinistra: neanche il ciclone Renzi ha attenuato la crescita di tale sentimento. Oltre al M5S, infatti, nell’ultimo anno si è imposto il cambio di pagina da parte della Lega Nord, con il segretario Matteo Salvini intento ad assumere il ruolo di leader anti-sistema.
Certamente più sostanziale, ai fini del peso politico, la vittoria di Syriza in Grecia.
Il partito di Alexis Tsipras si impose nelle ultime elezioni, raccogliendo la maggioranza delle preferenze. Il popolo greco scelse la fine dell’austerity, voltando le spalle ad Antonio Samaras, leader di Nuova Democrazia e Premier uscente. Oltre ad alleggerire la pressione fiscale, il mandato di Tsipras prevedeva un atteggiamento meno arrendevole in Europa, che potesse portare alla ribalta la richiesta di più flessibilità da parte del governo centrale.
Parzialmente diversa la situazione in Francia. La crescita esponenziale del Front National subisce una battuta d’arresto nelle ultime amministrative: il popolo francese ha premiato la destra moderata di Sarkozy, anche se il partito di Marine Le Pen resta al momento il secondo partito di Francia.