L’effetto Grecia dura poco: le Borse crollano

Daniele Sforza

18/06/2012

L’effetto Grecia dura poco: le Borse crollano

L’effetto voto in Grecia è durato poco e le principali Borse europee non tengono e crollano: solo Atene vola, mentre Madrid «vanta» la maglia nera.

Dopo un avvio positivo, le Borse crollano

Non hanno tenuto le Borse europee, nonostante la chiusura in positivo di Tokyo, nonostante la partenza a razzo: sono bastate poche ore perché i guadagni ottenuti in mattinata si volatilizzassero. Sì, in Grecia ha vinto il partito pro-euro, ma a quale prezzo? Il leader di Nea Dimokratia Antonin Samaras ha ricevuto oggi l’incarico dal presidente greco Karolos Papoulias di formare un nuovo governo, considerando che, oltre ai seggi conquistati e a quelli degli eventuali alleati, otterrà un ulteriore bonus di 50 seggi in più, fondamentali per una maggioranza la più possibile unita e coesa. E l’invito ad Alexis Tsipras di entrare a far parte della coalizione è stato subito rispedito al mittente: Syriza non farà parte della coalizione, ma resterà al suo posto, l’opposizione. Questo, in sintesi, il messaggio di Tsipras a Samaras, al popolo greco, ma anche all’Unione europea. Ricordiamo che Tsipras ha basato la propria campagna elettorale su una ridiscussione del memorandum imposto dall’Ue, e su quel fronte sembra voler perseverare: sotto questo aspetto vanno considerate le accuse a Samaras, reo di non aver parlato più di una rinegoziazione del memorandum nel post-elezioni. Samaras ha prontamente risposto affermando che un cambiamento da parte della troika è assolutamente necessario e pressoché scontato.

Crescita e rinegoziazione del memorandum: possibile?

Ma il cambiamento avverrà sul serio? Mario Monti punta sulla crescita, da Los Cabos, dove si sta tenendo il vertice del G20. «Speriamo che sia formato al più presto un governo forte, determinato a mantenere gli impegni presi con l’Unione europea. Tutto questo, tuttavia, va aggiunto a un maggiore orientamento dell’agenda europea verso la crescita, di cui si gioverebbe anche la stessa Grecia, e che darebbe una visione più serena sul futuro dell’Unione europea e dell’eurozona». Dalla Germania, intanto, non intendono fare sconti al Paese ellenico: «E’ decisivo che la troika si convinca che la Grecia si atterrà agli impegni» ha affermato un portavoce del governo «e realizzerà a pieno le riforme concordate. Non è il momento per sconti di qualunque tipo alla Grecia», smentendo così la timida proposta del ministro degli Esteri Guido Westerwelle che aveva aperto alla possibilità di rivedere i tempi necessari alla realizzazione delle riforme.