L’indice americano, dopo l’inversione di tendenza nel quale ha perso oltre il 9,5% dal massimo storico a quota 3.588, si avvia verso il test del supporto statico in area 3.230.
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 3.236,92 |
| Variazione | -2,37% |
| Max (52 settimane) | 3.580,84 |
| Min (52 settimane) | 2.237,4 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 3.134,73 |
| RSI 14 | 37,03 |
| MACD | -23,08 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -2,07% |
| 1 mese | -3,37% |
| 3 mesi | +3,25% |
Il mese di settembre è stato ricco di sorprese per l’indice S&P500 che, dopo avere registrato il massimo storico il 2 settembre a quota 3.588,11, ha invertito la tendenza lasciando sul campo oltre il 9,5%. Adesso il listino si trova alla prova del supporto a quota 3.230, un livello fondamentale da tenere prima di tornare ad ambiziosi target rialzisti. Una violazione a ribasso spingerebbe l’indice verso area 3.100 e le prese di beneficio si trasformerebbero in una versa e propria correzione del trend.
Il quadro tecnico di riferimento
L’indice S&P500 arriva da una lunga fase rialzista partita nel marzo del 2009 quando indice quotava intorno ai 670 punti. Da quel livello al massimo storico di inizio mese il listino ha guadagnato oltre il +426%. Il 2019 è stato un anno in crescita con una performance del +29,38% circa e il 2020 è iniziato con grandi aspettative ed un rialzo nel primo mese e mezzo del +4,41% facendo segnare il nuovo massimo storico in area 3.393. Da quel livello è poi partita la brusca correzione causata dall’arrivo della pandemia da Covid19 che ha fatto perdere al listino il 34,59% circa dei suoi utili. Il minimo, raggiunto il 23 marzo a 2.191 ha infine segnato la fine della correzione e la ripartenza dell’indice. Il 2 settembre, all’apice del rally rialzista, l’S&P500 ha toccato un nuovo massimo a 3.588,11.
Lo scenario operativo di breve periodo
Il quadro tecnico di breve periodo appare negativo. Il lungo rally, che ha contraddistinto la ripartenza dell’indice dal livello del 23 marzo 2020 a quota 2.191, è stato interrotto dalla repentina inversione di tendenza sul massimo storico del 2 settembre.
Adesso il mercato si chiede se è semplicemente un ritracciamento oppure se la corsa del listino americano è veramente conclusa con una correzione che potrebbe diventare decisamente più profonda.
Attualmente la tenuta del supporto a quota 3.230 dovrebbe essere la risposta. Una violazione a ribasso potrebbe portare l’indice verso quota 3.100, mentre un pullback sul supporto consentirebbe l’inversione della nuova tendenza conducendo l’indice verso i 3.400. Per il momento la quotazione si trova sotto la EMA(21) e il livello del Supertrend, entrambi ad evidenziare il movimento ribassista di breve periodo. La media mobile semplice SMA(200) si avvicina velocemente, ma resta ancora di poco inferiore al livello del prezzo. L’oscillatore RSI(14) è quasi alla soglia minima dell’ipervenduto a quota 37,036 mentre la volatilità, definita dall’ATR(14) appare in leggera crescita rispetto alla media dell’ultimo periodo. Entrambi gli indicatori accompagnano la fase ribassista e confermano la tendenza.
Per il momento lo scenario di breve termine resta quindi negativo. Un cambio di view sarebbe possibile solo alla rottura a rialzo della resistenza in zona 3.400. Una violazione del livello potrebbe riportare l’indice verso quota 3.600, massimo storico registrato il 2 settembre 2020.
Una posizione long avrebbe un significato solo sopra la resistenza statica in area 3.400 con un entry in zona 3.440. Lo Stop Loss si potrebbe posizionare a 3.192. Un Primo Target si potrebbe collocare a quota 3.600, massimo storico ed un Secondo Target in area 3.700.
Un ingresso short sarebbe plausibile alla rottura a ribasso del supporto a 3.230 con un entry in zona 3.194 in chiusura di seduta. Lo Stop Loss potrebbe essere inserito a 3.430. Un Primo Target si potrebbe collocare a 3.100 ed un Secondo Target a 3.000.
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