Ancora una volta l’Euro/Dollaro è riuscito a rimbalzare dai supporti di area 1,2140-50 senza segnare nuovi minimi annuali, dimostrando così che i compratori sono molto interessati ad accumulare valuta europea in questa area di prezzo. Tuttavia, mi sembra molto prematuro dire che il peggio è passato anche perché la volatilità sui mercati resta elevata e il sentiment sulle Borse mondiali, che incide non poco sui cambi, resta negativo (ieri chiusura del Dow Jones a -0,7% sotto i 10mila punti). Nel breve periodo c’è subito una resistenza in area 1,23 che, se superata, potrebbe offrire l’opportunità al cambio di spingersi verso 1,2390 prima e addirittura a 1,2670 poi, considerando che non ci sono ulteriori resistenze.
Oggi, alle 14,30, ci sarà l’importante dato sul Pil USA relativo al primo trimestre dell’anno. Penso sarà un market mover rilevante che potrebbe muovere non poco il mercato dei cambi. Un dato positivo potrebbe far tornare nuovamente un maggiore appeal per il rischio offrendo margini di crescita soprattutto per le valute high-yield (Euro, Sterlina e Dollaro australiano in primis). Interessante il cambio Gbp/Usd che è sempre all’interno del box compreso tra 1,4520 e 1,4230. Stamattina la Sterlina sembra essere molto forte ma non mi sbilancerei a favore della divisa britannica in quanto è stato pur sempre respinta in area 1,45. E’ chiaro che un eventuale deciso breakout faciliterebbe l’ascesa del cambio almeno fino a 1,47 nel breve periodo. Se, invece, dovesse esserci la solita opposizione dei venditori, l’area compresa tra 1,4520 e 1,4480 diventerebbe una grossa opportunità di vendita su questo cambio con target posti tra 1,4330 e 1,4250.
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