Il Ministro Ombra per l’Ambiente del Labour Party contrariamente al leader del Partito si dichiara favorevole al nucleare; mentre il Ministro ombra per la Giustizia lo critica su più fronti
Jeremy Corbyn si è candidato alla leadership del Labour Party con il chiaro programma di trasformare il programma energetico del Paese verso le energie rinnovabili e con l’idea di abolire la missione militare Triton, che prevede l’impiego di armi nucleari (ne avevamo scritto qui). Ora potrebbe trovarsi con qualche dissidio interno allo stesso governo ombra del suo partito.
Come riportato dal The Times, Il Ministro Ombra dell’Ambiente, Lisa Nandy, ha infatti sì espresso l’opposizione del Labour nei confronti del piano nucleare del governo Cameron, che prevede investimenti sulla centrale “Hinkley Point C” provenienti dalla Cina e dalla Francia, ma solo perché il progetto appare molto costoso (16 miliardi di sterline) e perché il governo ha deciso di fornire agli investitori una garanzia iniziale di 2 miliardi di sterline. La Nandy dunque critica l’esosità della cifra e il fatto che un tale sussidio devia soldi da possibili investimenti in energie alternative, ma nella sua dichiarazione c’è anche un passaggio che potrebbe metterla in difficoltà con il neo-eletto leader del suo partito:
C’è lo spazio per nuove centrali nucleari per approvvigionarci di energia a basso uso di carbone, ma non a qualunque costo
Dunque la Nandy è aperta alla possibilità dell’uso di centrali nucleari nel Regno Unito. Eppure Jeremy Corbyn in passato si è espresso chiaramente contro l’energia nucleare, per i suoi costi e i suoi danni all’ambiente, oltre che per fornire materie prime ad armi pericolosissime. Oltre alle rinnovabili, parte della strategia di Corbyn dichiarata durante la campagna elettorale per le primarie del suo partito è quella di nazionalizzare le centrali elettriche e prevedere una microproduzione di base (municipalità locali e addirittura produzione casalinga, attraverso pannelli solari).
Non è questa l’unica divisione interna al governo ombra; c’è n’è un’altra più profonda, quella con il Ministro della Giustizia Charles Falconer, che in un’intervista con la BBC ha espresso più di una distanza da Corbyn. In particolare, non condivide le proposte di nazionalizzare le centrali elettriche; di modificare lo statuto della Banca d’Inghilterra; di abbandonare la missione Trident e di rivedere la posizione del Regno Unito all’interno della NATO.
Inoltre non è d’accordo con la proposta che il Paese chieda ufficiali scuse al mondo per aver partecipato, condotto e promosso la guerra in Iraq nel 2003; in questo senso il Ministro ombra per l’Economia John McDonnell, molto vicino alle posizioni di Corbyn, era persino arrivato a proporre che Tony Blair sia processato per crimini di guerra. McDonnell in passato addirittura era arrivato a elogiare l’IRA per le loro azioni terroristiche, in quanto spinsero il governo di Londra alle trattative; di recente si è scusato per tali dichiarazioni. Ovviamente, anche il Cancelliere ombra dello Scacchiere (il nome usato nel Regno Unito per definire il Ministro dell’Economia) è finito nelle critiche di Lord Falconer.
Dunque il necessario lavoro di sintesi politica, per il Leader del Partito Laburista, si conferma essere impegnativo.
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