L’Italia ha venduto questa mattina 5,73 miliardi di euro di obbligazioni, senza raggiungere così il suo obiettivo di massima, dal momento che gli oneri finanziari sono aumentati rispetto alla vendita precedente a causa delle preoccupazioni per la Grecia.
Il Tesoro ha venduto 2,34 miliardi di euro di debito decennale a un tasso del 6,03%, il più alto dal 30 gennaio e maggiore rispetto al 5,84% della precedente asta, tenutasi il 27 aprile. Gli investitori hanno fatto un’offerta per 1,4 volte l’importo iniziale, scendendo quindi dal risultato di 1.48 volte registrato il mese scorso. Il Tesoro inoltre ha venduto un’obbligazione quinquennale da 3,4 miliardi di euro con rendimento del 5,66%, rispetto al 4,86% di un’obbligazione simile venduta il mese scorso.
L’Italia aveva l’obiettivo di vendere tra i 4,5 miliardi di euro e i 6,25 miliardi di euro per questa asta. Il rendimento delle obbligazioni italiane decennali è salito al 6% per la prima volta dal 16 maggio, per poi scendere al 5,98% alle 11:44 di Roma, spingendo la differenza con i bund tedeschi a 465 punti base, il più alto livello dal 17 gennaio scorso.
«Mentre le cose stanno andando di male in peggio in Spagna, l’incertezza che circonda l’adesione della Grecia alla zona euro grava pesantemente sul sentiment», ha dichiarato Nicholas Spiro, amministratore delegato presso la Spiro Sovereign Strategy di Londra. «L’Italia sta vivendo un deterioramento dovuto a cause esterne per quanto riguarda la sua solvibilità percepita».