Istat: ottimismo per il commercio, vendite al dettaglio in ripresa

Daniele Sforza

25 Maggio 2012 - 15:11

Istat: ottimismo per il commercio, vendite al dettaglio in ripresa

A quanto riporta l’Istat le vendite al dettaglio subiscono a marzo un leggero calo (-0,2%) rispetto al mese di febbraio, ma rispetto allo stesso periodo nell’anno scorso la ripresa è dell’1,7%.

I dati Istat

A fronte dei dati di marzo 2011, infatti, il dato di marzo 2012 deriva prevalentemente da un aumento notevole dei prodotti alimentari (+3,5%) e dei prodotti non alimentari (+0,7%).
Tra questi ultimi, hanno spiccato prodotti quali calzature, articoli in cuoio e da viaggio (+3,6%), abbigliamento (+2,4%), utensili per casa e ferramenta (+2,3%).
A livello trimestrale, rispetto al primo trimestre 2011, l’indice grezzo è aumentato dello 0,4%, con un incremento nelle vendite dei prodotti alimentari del 2,1% e dello 0,5% per quanto riguarda i prodotti non alimentari.

Lo scetticismo delle associazioni dei consumatori

Tuttavia, nonostante questi dati, c’è scetticismo da parte delle associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori in prima linea: «Da quanto ci risulta non c’è stata alcuna ripresa, men che mai nel settore alimentare dove, secondo l’Istat, le vendite avrebbero registrato un +3,5 rispetto allo scorso anno». La situazione, dunque, sembrerebbe essere tutt’altro che in ripresa: «Le famiglie denunciano che sono costrette a risparmiare persino sulla spesa alimentare».
Secondo Coldiretti, a crescere, è la spesa low cost nei discount: «Il numero delle famiglie povere che fa la spesa negli hard discount è raddoppiato per effetto della crisi: un nucleo familiare su cinque (20%) tra quelli con i livelli più bassi di spesa si rivolge agli acquisti low cost, contro il 10% di sei anni fa, sulla base del rapporto Istat 2012». Ma il risparmio non riguarda solo le famiglie povere, tiene ancora a precisare Coldiretti: «Le strategie di risparmio sulla spesa alimentare coinvolgono ormai anche le famiglie del ceto medio».