L’Isis minaccia ancora. Ecco il messaggio più duro diffuso finora dallo Stato Islamico: «Conquisteremo la vostra Roma, romperemo le vostre croci, schiavizzeremo le vostre donne»
«Uccidete i miscredenti in qualunque modo, americani o europei, australiani o canadesi, compresi i cittadini dei paesi che entrano in una coalizione contro lo Stato Islamico e attaccate i civili».
L’ultimo messaggio dell’Isis è stato affidato a Twitter. A parlare è il portavoce ufficiale dello Stato Islamico Abu Muhammed al-Adnani al-Shami. Un audio di 42 minuti pieno di minacce e promesse di distruzione.
E’è forse il messaggio più duro e forte rilasciato finora dai jihadisti dell’Is.
Conquisteremo la vostra Roma, romperemo le vostre croci, schiavizzeremo le vostre donne. “E quando al messaggero fu chiesto: quale delle due città cadrà per prima, Costantinopoli o Roma? Il messaggero di Hallah rispose: la città di Eraclio (imperatore dell’impero bizantino tra il 500 e il 600 d.c. ndr)".
Un messaggio contro l’occidente, ma anche contro la chiesa, contro le donne, contro un intero mondo.
Poi, l’attenzione viene rivolta nuovamente su Obama. La minaccia di un nuovo attacco terroristico non è per niente velata:
"E Obama, il “ciuco” degli ebrei, sei un vile, sei un vile, sei un vile. Tu e i tuoi alleati crociati, che per codardia non intervenite sul campo, non otterrete nulla. Come fai a non capire, o ciuco degli ebrei, che la situazione non può essere risolta con i bombardamenti dall’alto, con una guerra su commissione, o pensi di essere più furbo di Bush? No, tu sei solo più pazzo di lui. Quattro anni fa avevi annunciato il ritiro delle tue truppe dall’Iraq. Noi non ci avevamo creduto e abbiamo avuto ragione. Ora i tuoi uomini saranno costretti a tornare, torneranno e i loro alleati sul campo non gli saranno d’aiuto, non più. Se non torneranno, allora, saremo noi a portare la jihad nelle vostre terre. Hai detto che la mano dell’America è lunga e può giungere ogni dove, e allora sappi che i nostri coltelli sono affilati: tagliano mani e gole dei miscredenti”.
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