Investire in vino: tutto ciò che c’è da sapere

Investire in vino, una strada alternativa che promette ritorni interessanti. Come fare? Conviene davvero? Ecco tutto ciò che c’è da sapere sull’investimento in bottiglie di vino.

Investire in vino: tutto ciò che c'è da sapere

Investire in vino fa parte di un recente trend volto a diversificare i portafogli di investimento, gestire i rischi e contrastare i periodi di volatilità del mercato. Sebbene la tradizione nel settore preveda un impiego del proprio capitale in azioni e obbligazioni, esistono degli investimenti alternativi alquanto interessanti, e l’investimento nel vino è uno di questi.

Proprio come accade nell’investire in arte o in auto d’epoca, gli investimenti nel settore vinicolo prevedono l’acquisizione di un bene tangibile il cui valore ci si aspetta si apprezzi nel tempo. Concretamente, si acquistano e si conservano bottiglie di vino, in previsione di venderle a un prezzo più alto in un secondo momento.

Investire nel vino non è un’attività elitaria, ma è accessibile da qualsiasi investitore in possesso delle giuste conoscenze e di una quantità minima di capitale da investire. Se si è alla ricerca di altre opzioni al netto di comprare azioni, investire in fondi comuni o in ETF, ecco tutto ciò che c’è da sapere per investire nel vino.

Investire nel vino

Prima di poter investire in vino, un scelta sotto i riflettori al momento grazie alla risonanza dell’edizione 2019 di Vinitaly, occorre avere una certa comprensione di ciò che si sta comprando.

Vini d’annata
Per questo motivo, ad esempio, sapere in che modo l’annata di un vino influenzi il suo valore come oggetto da collezione è essenziale. Come regola da seguire a livello generale, i vini più rari e “antichi” sono maggiormente preferibili rispetto alle annate più comuni poiché sono più ricercati.

Zona di provenienza
Anche la zona di provenienza del vino è importante. Le regioni che producono in modo consistente dei vini d’annata di alta qualità fanno nascere le opportunità di investimento più interessanti.

Le tendenze degli investimenti nel settore vinicolo possono influenzare l’appeal delle zone di produzione in qualsiasi momento, ma in generale i vini prodotti a livello internazionale nelle zone di Toscana, Piemonte, Bordeaux, Borgogna e Napa Valley sono i migliori del settore per gli investitori.

La diversificazione nell’investimento in vino

Anche in questo settore, proprio come accade per l’investimento in azioni e obbligazioni, la diversificazione è un obiettivo decisamente da perseguire. Dopo aver compreso il valore di vini di diverse annate, il ruolo che gioca la zona di provenienza e produzione, occorre assicurarsi di avere un portafoglio diversificato.

Al momento di vendere gli investimenti, in questo caso a un conoscitore di vini, è importante prestare attenzione alla varietà e alla selezione dei vini in proprio possesso in modo da poter comprendere quando è il momento migliore per ottenere il massimo profitto dalla transazione.

Il mercato finanziario del vino

Risulta poi utile avere una prospettiva storica guardando al mercato del vino. Il London International Vintners Exchange, o Liv-ex, è il mercato mondiale in cui vengono scambiati i vini. Esaminare le recenti tendenze all’interno del mercato - così come i dati nel lungo termine sulle dinamiche di acquisto e vendita - è strategico nel tentativo di comprendere come il mercato del vino tenda a muoversi.

Il Liv-ex è accessibile ai trader di vino professionisti. In qualità di investitore privato di vino, invece, si può acquistare da un grossista, distributore o rivenditore che ha l’accesso a tale mercato. Lo stesso individuo può poi risultare utile al momento di vendere i propri investimenti in vino. Inoltre, i vini possono anche essere acquistati da commercianti specializzati o attraverso aste di vini controllate.

In termini di acquisto di singoli vini, un prodotto nella sua confezione originale ha più probabilità di generare un alto profitto nella maggior parte dei casi. Ma il contesto più redditizio è dato dall’investimento in bottiglie i cui esemplari sono in circolazione sono molto scarsi. Nel 2017, ad esempio, una singola bottiglia di cabernet sauvignon è stata venduta all’asta per 350.000 dollari.

Il capitale da investire in vino e i rischi coinvolti

È ormai chiaro che investire nel vino non è lo stesso che investire in ETF o singole azioni. I classici strumenti di investimento possono toccare dei minimi di prezzo che possono rappresentare degli ottimi punti di acquisto, ma lo stesso non accade per il vino.
Come regola generale, per poter avere dei ritorni interessanti dall’investimento in bottiglie di prezzo si dovrebbero dedicare non meno di 10.000 euro.

Decidere a monte quanto si è disposti ad investire nel vino è particolarmente importante a causa del rischio coinvolto. Il vino è un investimento rischioso a causa di una varietà di fattori che possono mettere a repentaglio il ritorno sull’investimento. Un raccolto che non va come si prevede, ad esempio, può far salire i prezzi - una buona notizia se si possiedono già delle bottiglie, una cattiva notizia se invece ci si appresta a comprare per la prima volta.

Il maltempo o dei disastri naturali di maggiore entità possono minacciare le coltivazioni di uva, mentre una manipolazione o una conservazione scorrette delle bottiglie di vino possono mandare a monte il proprio investimento in un colpo solo. È possibile acquistare un’assicurazione sulle bottiglie per isolare il proprio investimento da questi tipi di scenari, ma rappresenterebbe un altro costo da tenere in considerazione prima di effettuare l’investimento iniziale.

Attenzione alla conservazione

Infine, arriviamo alla conservazione del nostro investimento, in questo caso delle bottiglie di vino. Una conservazione impropria può alterare drasticamente il sapore del vino e, col passare del tempo, potrebbe rovinare del tutto l’investimento fatto.

È possibile conservare il vino in una zona a clima controllato all’interno della propria abitazione, oppure optare per una scelta più “professionale”- esistono delle aziende che offrono questi servizi agli investitori e agli appassionati di vino, si paga una commissione per far custodire la propria collezione di vini, ma potrebbe valer la pena se questo permette di massimizzare i profitti.

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