Nei primi tre mesi del 2012, l’economia indiana è cresciuta al tasso più lento dal 2003.
Nel primo trimestre dell’anno il Prodotto Interno Lordo dell’India (PIL) è dunque cresciuto del 5,3%, se paragonato alle cifre di un anno fa: questo è quanto hanno dimostrato i dati resi noti questa mattina.
Il risultato è dunque inferiore al 6,1% del trimestre precedente. Gli analisti si aspettavano la stessa cifra anche per i primi tre mesi del 2012.
L’India rimane comunque la terza più grande economia dell’Asia, ma ha dovuto fronteggiare l’inflazione e la debolezza della sua valuta.
«Cifre scioccanti»
Dal luglio scorso, la rupia indiana ha visto uno dei maggiori cali tra tutte le valute asiatiche, perdendo oltre il 27% rispetto al dollaro USA.
«Le cifre scioccanti come quella della crescita sono addirittura inferiori ai minimi registrati durante la crisi finanziaria», ha detto Sahay Anubhuti da parte della Standard Chartered Bank di Mumbai.
Yogita Limaye della BBC di Mumbai ha dichiarato che solo un anno fa l’India aspirava a una crescita a doppia cifra.
Il rallentamento globale ha però ridotto la domanda estera, e l’inflazione, insieme a una rupia debole, ha fatto alzare i prezzi sul territorio nazionale.
«Governo in stato comatoso»
La domanda interna, sulla quale fa in gran parte affidamento l’economia dell’India, è rallentata in parte a causa dello sconvolgimento politico avvenuto nel paese.
L’economia indiana soffre a causa dell’ «incoerenza politica, della propensione globale al rischio e a causa di un governo in stato comatoso», ha dichiarato Rajeev Malik, economista di CLSA.
Il primo ministro indiano Manmohan Singh ha ammesso all’inizio di questo mese che il suo governo deve fare di più per rilanciare un’economia che una volta era in rapida crescita.
Il governo di coalizione guidato dal Congresso è preso in una serie di scandali per corruzione.
Le riforme politiche fondamentali, anche per consentire gli investimenti esteri nel settore retail dell’India, hanno subito in parlamento un ritardo di oltre un anno.
Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: BBC News.