I rumors odierni relativi a un possibile maxi-aumento di capitale da 9 miliardi di euro di Deutsche Bank hanno innervosito non poco gli investitori, aumentando il grado di incertezza sui mercati sia dell’equity che del forex. Mentre le principali piazze finanziarie hanno chiuso l’ultima sessione della settimana in modo contrastato, sul mercato dei cambi vige l’indecisione più assoluta sui principali cross rate. Basti osservare il grafico del cross più importante, cioè l’euro/dollaro, per capire come i prezzi siano ingabbiati da diversi giorni in un ampio trading range compreso tra 1,2930 e 1,2586. Tutto ciò ha comunque contribuito a far abbassare ulteriormente il livello della volatilità, per cui nei prossimi giorni potremmo attenderci anche un improvviso aumento della volatilità stessa con l’inizio di nuovi trend direzionali. L’unica certezza, per così dire, restano i carry trade sull’Aussie e il cambio nzd/usd che mantengono un’impostazione rialzista ben definita, considerando anche che attualmente c’è un moderato appetito per il rischio sui mercati.
C’è da evidenziare che lo yen continua a mantenersi forte contro le majors, senza dare l’opportunità alle valute high-risk di effettuare strappi rialzisti di rilievo anche quando sui mercati c’è ottimismo e si manifesta un buon appetito per il rischio. Nelle ultime sedute è, invece, più altalenante il rendimento del franco svizzero che alterna grandi apprezzamenti a forti discese. E’ tornata debole la sterlina che sta soffrendo molto soprattutto contro dollaro ed euro. Il cable, dalla resistenza dinamica di 1,5530, ha perso circa 200 pip e – in assenza di ulteriori supporti – rischia seriamente di andare a effettuare il test del precedente minimo dell’ultima settimana posto a 1,5296. Occhio a un possibile approfondimento ribassista sull’eventuale deciso breakdown con target di breve a 1,5120 prima e 1,4950 poi.
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