10.000, euro più, euro meno. Quali sono le auto nuove che nelle prossime settimane potremo acquistare con questa cifra, magari sfruttando gli incentivi stanziati dal nuovo decreto del governo? Abbiamo selezionato 5 utilitarie con un buon rapporto/qualità/prezzo per orientarvi all’acquisto.

Il recente emendamento al decreto Rilancio ha fatto sì che gli automobilisti italiani abbiano potuto godere di ulteriori 50 milioni di euro in aggiunta ai 100 milioni stanziati per il 2020 e ai 200 milioni per il 2021. Non solo, la fascia degli incentivi è stata allargata alle automobili nuove Euro 6 (benzina e diesel) con emissioni di CO2 comprese tra i 61 e i 110 g/Km e, a giudicare dalla velocità con cui i fondi sono andati esauriti, meno di una settimana, erano in molti ad attendere questa possibilità.

Chi invece non ha avuto ancora modo di approfittare delle agevolazioni potrà farlo a breve. Il governo, nella speranza di rilanciare concretamente l’automobile, ha già approvato un rifinanziamento degli incentivi auto entrati in vigore lo scorso 1 agosto e attivi fino al 31 dicembre. Il testo ufficiale (farà parte del “Decreto agosto”) non è ancora disponibile, ma alle auto con emissioni di CO2 tra i 60 e i 110 g/km dovrebbero essere destinati 250 milioni, probabilmente ancora poco, ma decisamente di più della tranche appena terminata. Nello specifico, 150 milioni sarebbe destinati per l’acquisto delle vetture da 61 a 90 g/km e 100 per quelle da 91 a 110 g/km CO2.

Inoltre, dovrebbe aumentare, seppur di poco, il contributo statale per le auto con emissioni da 61 a 90 g/km: 250 euro in più. Così gli incentivi salirebbero rispettivamente a 1.750 euro, Stato, e 2.000 euro, concessionaria, per un totale di (3.750 euro, ù rottamando un veicolo con almeno 10 anni di età).
Invariata invece la quota per la fascia più altam da 91 a 110 g/km CO2, 3.500 euro, sempre con la rottamazione di un veicolo da euro 0 a euro 3, ed è in questa categoria che rientrano tutte e 5 le automobili che abbiamo preso in esame.

Abbiamo preso in esame delle possibili soluzioni, cinque diversi modelli di altrettanti marchi, ideali per coloro che fossero intenzionati a cambiare auto con un investimento contenuto e, al momento dell’acquisto, siano in possesso di una vettura da rottamare così da sfruttare a pieno il contributo. Ecco quali.

Fiat Panda

L’utilitaria italiana è l’utilitaria per eccellenza, la regina dei centri urbani. Versatile maneggevole come poche altre utilitarie, gode di un successo difficilmente eguagliabile. Si adatta facilmente ad ogni situazione e in Italia è da anni la macchina più venduta dell’intero mercato. Il motore 1.0 a tre cilindri Firefly da 70 CV ora è elettrificato, un modo per consumare meno e ridurre le emissioni. Omologata per 4 persone (si paga a parte l’omologazione per il quinto passeggero), ha una posizione di guida più alta della media e la visuale è buona. Chiara e ben leggibile la strumentazione. Per quanto riguarda l’infotainment, c’è il sistema Uconnect, completo di radio, connettività Bluetooth e interfaccia per lo smartphone grazie all’app Panda Uconnect, compatibile con i dispositivi iOs e Android.

Come va: la Panda è una garanzia: pratica, agile è facile da guidare e dà sicurezza, anche se lo sterzo non è così diretto e progressivo. Il cambio è un manuale a sei marce e il piccolo propulsore elettrico permette di recuperare energia in fase di decelerazione immagazzinandola in una batteria agli ioni di litio da 11 Ah di capacità. La potenza immagazzinata viene poi sfruttata come boost in accelerazione. Il ruotino di scorta è optional (165 euro). Di serie invece ci sono il controllo elettronico della stabilità e della trazione, il sistema di assistenza alla frenata e l’Hill Holder, l’aiuto partenza in pendenza.

La versione che consigliamo è la 1.0 FireFly S&S Hybrid Easy (89 g/km CO2): 70 CV e circa 90 Nm di coppia a 3500 giri/min. Il prezzo da 13.750 euro scenderebbe a 10.000 utilizzando gli incentivi previsti dal decreto.
Potendo, vi consigliamo di attingere ad alcuni dei pacchetti per implementare la dotazione. Il pacchetto “Radio Uconnect Mobile” (350 euro) aggiunge 4 altoparlanti, il Bluetooth 2.1, la connessione mobile, la presa USB, Radio Uconnect, il riconoscimento vocale. Se invece siete più attenti alla praticità che alla tecnologia, il “Pack Style” (350 euro) fa al caso vostro: barre longitudinali portapacchi, fasce paracolpi laterali non verniciate e vetri Privacy. Attuale il “Pack D-Fence” (299 euro) per igienizzare l’abitacolo.

Hyundai i10

Compatta e dal design moderno, la Hyundai i10 è lunga 3 metri e 67 cm, 2 cm in meno della Panda. L’abitabilità, con un passo di 2,43 metri è ottima e c’è spazio abbondante per i passeggeri sia davanti sia dietro. La plancia ospita il sistema infotainment con schermo touch da 8 pollici, attraverso il quale si gestiscono la navigazione, la connettività con gli standard Apple CarPlay e Android Auto e la radio Dab. Presente anche il Bluetooth (non su tutte le versioni), con vivavoce e comandi vocali. Attraverso l’app Bluelink, sarà possibile gestire da remoto diverse funzioni: localizzazione dell’auto ovunque essa si trovi, apertura e chiusura delle porte, impostazione della temperatura di bordo e check di meccanica, sistemi di sicurezza e pressione pneumatici.

Come va: pensata sia per un pubblico maturo che per uno più giovane e sbarazzino, la i10 ha un buon comportamento dinamico e un carattere che diventa brillante nella versione 1.0 T-GDI da 100 CV. Motore a 3 ciindri, elastico, cambio a cinque marce, dagli innesti precisi. Ottima la visibilità agevolata dalla presenza della telecamera e dei sensori di parcheggio posteriori (di serie). Sterzo pronto e progressivo, ottimo impianto frenante e dotazione Adas completa: frenata automatica d’emergenza (riconoscimento pedoni e assistenza anti-collisione frontale), rilevatore di stanchezza del conducente e mantenimento della corsia. Un messaggio sonoro avvisa della ripartenza dell’auto che precede.

Noi abbiamo scelto la 1.0 MPI con Ecopack Advanced (97 g/km CO2): 12.900 euro, 9.400 scalando il contributo rottamazione di 3.500 euro. Di serie c’è tutto, i più esigenti potrebbero aggiungere solo il “Plus Pack” (650 euro) che comprende il Bluetooth, i comandi audio al volante, la radio MP3 con display da 3,8", la ricezione DAB e la presa USB, oltre al volante e al pomello del cambio rivestiti in pelle.

Volkswagen up!

Tanta qualità, caratteristica che accomuna le auto del marchio di Wolfsburg, si paga e la Up non fa eccezione, non essendo la più economica fra le utilitarie sul mercato. A maggior ragione questo è il momento migliore per poterla acquistare usufruendo di sconti e incentivi.
Fatta eccezione per un leggerissimo restyling, il design è lo stesso dal 2011, quando la up! debuttò sul mercato, ed è ancora attuale. L’abitacolo, omologato per 4 persone, è pulito, essenziale, ma curato. Una soluzione decisamente efficace, con i comandi disposti razionalmente.

Come va: agile in tutte le situazioni, su strada è divertente e il confort è buono. Una perfetta cittadina con dimensioni super compatte (3,6 metri di lunghezza, 1,65 di larghezza). Lo sterzo ha una risposta pronta e il raggio di sterzata è davvero ridotto.
Il motore 1.0 da 60 CV non è un fulmine di guerra, ma si sposa bene con l’uso per cui questa automobile è stata pensata.

Abbiamo scelto la 1.0 3p., allestimento move up! BMT (100 g/km CO2). Di serie ci sono i sensori di parcheggio, il cruise control e i cerchi in lega da 15 pollici. Prezzo, 14.450 euro, 10.950 con grazie agli incentivi.

Renault Twingo

La piccola francese è un must, capace negli anni 90 di rompere ogni schema con la sua linea tanto moderna quanto pratica e funzionale. Oggi la Twingo di ultima generazione, completamente rigenerata nel 2014 dalla partnership con Smart, ha goduto di un restyling di metà carriera. 3,61 metri di lunghezza, 1,64 di larghezza e passo fra le ruote di 2,49, con schema meccanico “tutto dietro”: trazione posteriore e motore disposto sotto il piano di carico del bagagliaio.
Nonostante gli ingombri ridotti, a tutto vantaggio dell’utilizzo cittadino, è comoda internamente, con una buona abitabilità. Si può scegliere fra la versione a tre o a cinque porte. Aggiornato l’impianto audio così come l’infotainment e la navigazione. Non benissimo invece il portabagagli che, complice anche la presenza del motore posizionato posteriormente, ne penalizza le dimensioni.

Come va: sempre sincera, la Twingo è un’auto facile da guidare in ogni situazione. Col motore dietro, davanti c’è spazio per consentire alle ruote di sterzare maggiormente (più di 40 gradi) e, specie in città, il raggio di sterzata ridotto regala grandi vantaggi nelle manovre, conferendo alla francese un’agilità da primato. Il motore, 3 cilindri 65 CV, non è particolarmente vivace, specie in ripresa, ma in compenso è davvero molto parco nei consumi.

Per restare comodamente nei 10.000 euro di budget consigliamo la versione SCe 65 CV Duel2 (106 g/km CO2), 13.050 euro, 9.550 con incentivi. Aggiungendo qualche centinaio di euro in più è possibile completare l’equipaggiamento con il “Safety Pack” (260 euro, cruise control e Visio System). Il sistema di avvertimento di abbandono di corsia (Lane Departure Warning) costa ulteriori 210 euro, 260 la retrocamera per il parcheggio.

Toyota Aygo

Moderna, originale, la Toyota Aygo è cresciuta moltissimo rispetto alla prima generazione sotto ogni punto di vista, dalla qualità degli interni, alle dotazioni. Elevati gli standard di sicurezza, con sei airbag, avviso anticollisione e frenata automatica d’emergenza di serie. Disponibile sia nella versione a tre che a cinque porte, ha spazio a sufficienza per quattro persone (è omologata per 4 passeggeri). Esteticamente il frontale rimane fedele alla “X” inaugurata nel 2014, con i gruppi ottici dalla forma allungata e luci diurne a LED (di serie), mentre all’interno il sistema d’infotainment è uno dei suoi punti di forza. Schermo touch da 7” e integrazione con gli smartphone per il riconoscimento vocale e la compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto. Buona anche la dotazione “musicale” con 4 altoparlanti, presa Aux-in, Radio DAB, sistema vivavoce Bluetooth e USB. Unica pecca il bagagliaio. Con 168 litri di capienza ha spazio per le buste della spesa e poco più.

Come va: in Toyota hanno lavorato sui materiali per contenere al meglio la rumorosità che adesso si manifesta solo alle alte velocità. La Aygo si guida con grande rilassatezza ed ha un comportamento rassicurante. Compatta, 3,47 metri di lunghezza, è docile, facile, sorvegliata da un’elettronica votata alla sicurezza che talvolta è un po’ troppo invasiva nel fare il suo lavoro (di serie c’è il Sistema Pre-Collisione (PCS) che, tra i 10 e gli 80 chilometri orari, allerta il guidatore in caso di urto frontale e, se necessario, frena fino ad arrestare il veicolo). Il motore 1.000 a tre cilindri benzina, dal timbro metallico, eroga 72 CV ed è davvero molto parsimonioso. Merito anche del peso contenuto (inferiore ai 900 kg senza il conducente).

Quale acquistare? Rispettando il nostro parametro, la versione da acquistare è la Connect 1.0 VVT-i 72 CV x-cool (93 g/km CO2), nella pratica variante a 5 porte: 12.600 euro, 9.100 con rottamazione (500 euro in meno se preferite la tre porte). 6 airbag, controllo di trazione e stabilità, avviso superamento corsia, sistema anti collisione, la Aygo è accessoriatissima e non vi rimarrà che scegliere la sola tinta della carrozzeria.
Una curiosità: la versione per neopatentati, che per inciso è identica alle altre, pesa 30 kg in più per rispettare il rapporto peso/potenza (55 kW per tonnellata), è la X-Fun, offerta a 15.150 euro (11.650 al netto degli incentivi) con una dotazione
ancora più completa e cerchi da 15 pollici.