In pensione nel 2021: ci saranno penalizzazioni sull’assegno per revisione coefficienti?

Per chi accede alla pensione nel 2021 c’è il rischio di incorrere in penalizzazioni nell’importo spettante a causa della revisione dei coefficienti di trasformazione?

In pensione nel 2021: ci saranno penalizzazioni sull'assegno per revisione coefficienti?

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1 giugno scorso il Decreto ministeriale che rivede i coefficienti di trasformazione in vigore per il biennio 2021/2022. Tale revisione porterà ad una diminuzione dell’assegno pensionistico spettante a chi andrà in pensione a partire dal 1 gennaio 2021?

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci scrive:

“Spettabilissimi, ho 64 anni, lavoro nel settore privato e al 31 dicembre 2020 ho il requisito per la pensione anticipata legge Fornero, pertanto il primo gennaio 2021 posso andare in pensione, avendo 41 anni e 10 mesi di contributi versati.
Ho letto che chi va in pensione al 1.1.2021 sarà penalizzato nella riscossione dell’assegno per effetto delle revisioni dei coefficienti di calcolo pensione.
Ciò detto, vi chiedo se è preferibile anticipare di un mese l’uscita dal mondo del lavoro aderendo a quota 100 così da evitare la suddetta penalizzazione o è ininfluente?
È gradita una vostra cortese risposta.
Cordialmente”

Revisione coefficienti trasformazione ed effetti sulle pensioni 2021

Dall’introduzione della Riforma Dini del 1995, questo del prossimo biennio è il quinto aggiornamento dei coefficienti di trasformazione. I nuovi coefficienti avranno effetto sui lavoratori che accederanno alla pensione a partire dal 1 gennaio 2021 (e fino al 31 dicembre 2022).

Rispetto agli anni passati registriamo, per il prossimo biennio, una riduzione meno intensa che si attesta tra lo 0,33 e lo 0,72% rispetto al biennio 2019/2020.

Tale riduzione avrà effetti lievi e variazioni quasi impercettibili sull’assegno pensionistico di chi si pensionerà a partire dal 2021 rispetto a chi, con la stessa età, ha scelto l’accesso alla pensione entro la fine del 2020.

Da sottolineare, inoltre, che la novità riguarda la quota contributiva della pensione ovvero:

  • i contributi versati dopo il 1 gennaio 1996 per chi non era in possesso di almeno 18 anni di contributi per tale data
  • i contributi versati dopo il 31 dicembre 2011 per chi aveva almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.
  • intero montante per chi esercita l’opzione contributiva o non aveva contribuzione al 31 dicembre 1995.

In ogni caso su un montante contributivo di 300mila euro la variazione annua della pensione spettante varia dai 60 ai 90 euro: di conseguenza si parla di importi mensili più bassi da 4,5 a 7 euro.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

Argomenti:

Pensione anticipata

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