La sessione di ieri ha mostrata entrambe le facce della medaglia del contesto attuale: mattinata all’insegna della risk aversion con forti vendite su valute high-risk, equity e commodity e una forte preferenza degli investitori per le safe haven (dollaro, franco svizzero, yen) e gli altri beni rifugio (oro e bund); pomeriggio che, dopo una partenza contrastata di Wall Street, è finito poi per far tornare appetito verso il rischio e quantomeno a placare la pressione al ribasso sugli strumenti considerati più speculativi al momento. L’Euro/Dollaro continua a muoversi all’interno di una congestione oraria molto lunga compresa tra area 1,20 e 1,19. Più o meno stessa condizione per l’Euro/Yen che sta formando una sorta di cuneo sui bottom di periodo. La sensazione è che – se Wall Street dovesse spingere con maggiore forza sull’acceleratore per dare maggiore consistenza al rimbalzo iniziato ieri (chiusura del Dow Jones superiore all’1%) – potrà avvenire un rimbalzo proprio sullevalute più bistrattate negli ultimi tempi come euro e sterlina. Sull’Euro/Dollaro possiamo attenderci un proseguimento della fase di congestione fino a quando non avverrà una rottura molto decisa di 1,20 (al rialzo) o 1,19 (al ribasso). I target del rimbalzo sono da ricercare tra 1,2050 e 1,21, mentre una nuova discesa dovrebbe portare i prezzi in area 1,1750 subito e 1,16. Sull’Euro/Yen occhio alla rottura di 110 prima e 110,30 poi per un target minimo in area 112. Al ribasso, sotto 108,30 prima e 108 poi si potrebbe concretizzare la possibilità di vedere obiettivi di prezzo compresi tra 107 e 105.
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