In asta il nuovo Bot dicembre 2025. L’analisi del rendimento

Lorenzo Raffo

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Il calo dei rendimenti dei Bot evidenzia una fase di transizione: analisi delle opportunità sulla curva dei titoli di Stato, il confronto con i conti deposito e le strategie per investire al meglio.

In asta il nuovo Bot dicembre 2025. L'analisi del rendimento

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L’asta dei Bot a un anno ha immancabilmente confermato quanto sta avvenendo su buona parte della curva dei titoli di Stato italiani.

Il rendimento del nuovo dicembre 2025 (Isin IT0005627853) è sceso al 2,411% contro il 2,695% del collocamento del novembre 2025.

Si tratta di un calo del 10,54%, ben più accentuato rispetto a quanto il mercato prevedeva. Inevitabili alcune considerazioni:

  • la richiesta è diminuita ma non di molto;
  • il prezzo di aggiudicazione a 97,62 Eur è risultato il più basso da settembre 2022, confermando una volta di più come si stia chiudendo una fase durata a lungo;
  • il rendimento netto è sceso all’1,946%.

Tutto questi sono numeri di cronaca finanziaria. È però necessario un approfondimento del quadro attuale degli yield dei Bot, perché la relativa curva assume connotati che meritano l’attenzione dall’investitore interessato a piazzare liquidità.

Scadenza Bot Isin Yield di mercato su base annua
Gennaio 2025 IT0005580003 2,69%
Febbraio 2025 IT0005582868 2,50%
Marzo 2025 IT0005586349 2,66%
Aprile 2025 IT0005592370 2,64%
Maggio 2025 IT0005595605 2,41%
Giugno 2025 IT0005599474 2,64%
Luglio 2025 IT0005603342 2,59%
Agosto 2025 IT0005610297 2,59%
Settembre 2025 IT0005611659 2,50%
Ottobre 2025 IT0005617367 2,43%
Novembre 2025 IT0005621401 2,36%

Considerando che le scadenze molto corte possono avere scostamenti di rendimento dovuti a spread denaro-lettera più incisivi sulla variabilità, è evidente come il tratto medio della curva – ovvero quella riferito al periodo estivo 2026 – offra un picco di profittabilità che andrà progressivamente riducendosi.

Un confronto con i conti deposito bancari si impone e va ad apparente sfavore dei Bot. Sul primo fronte infatti si possono ottenere tassi lordi fra il 3,5% e il 3,7%, con diversi tipi di temporalità delle scadenze per la liquidazione ma con una preponderanza delle versioni vincolate.
Il Bot è per sua natura svincolabile in tempo reale. Inoltre non è penalizzato dal fatto che sul fronte conti deposito, le offerte più generose sono proposte da istituti poco conosciuti al largo pubblico.

Un confronto quindi fra Buoni del Tesoro e c/d ha in realtà poco senso, proprio per le diverse caratteristiche di strutturazione dei prodotti. Gli investitori però non sempre ne sono coscienti e finiscono per cadere nelle trappole di un sistema informativo che inevitabilmente favorisce il sistema bancario. Cogliere allora oggi le ultime occasioni dei Bot (che si tradurranno presto o tardi nelle ultime occasioni dei conti deposito) è l’alternativa più logica, pur con la consapevolezza che i rendimenti sono in discesa e continueranno a esserlo per non poco tempo.

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# BoT

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