I metalli preziosi hanno perso terreno negli ultimi giorni, a seguito delle dichiarazioni del governatore della Federal Reserve, Ben Bernanke, che ha per ora chiuso le porte ad un terzo quantitative easing dopo i recenti progressi dell’economia americana sul lato dei consumi, della fiducia dei consumatori e dell’attività manifatturiera nei principali distretti industriali. Tuttavia, non è da escludere che in futuro la buona capacità di contenimento dell’inflazione (se si esclude l’impennata dei prezzi dei carburanti) potrebbe far rivedere alla FED le proprie strategie di politica monetaria.
L’oro continua a muoversi in area 1700$ l’oncia, anche se giovedì scorso aveva raggiunto il top più alto da oltre tre mesi in area 1790.5$ l’oncia. Sempre lo scorso giovedì il sell-off sul gold aveva portato i prezzi a toccare il minimo più basso da oltre un mese a 1688.7$ l’oncia. La volatilità ha travolto il mercato del gold, che ora potrebbe approfondire ulteriormente il ribasso per raggiungere il supporto giornaliero di 1650$ l’oncia. Non se la passa bene nemmeno l’argento che, in caso di discesa sotto 34$ l’oncia, potrebbe scendere fino a 32.5$ nel giro di un paio di sedute.
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