I due colossi superano per la prima volta, la soglia dei 10 milioni di veicoli venduti. I nipponici si confermano riferimento, i tedeschi però sempre più vicini
Come in ogni gara che si rispetti, conta vincere, stare davanti.
Anche al fotofinish, che significa una manciata di immatricolazioni in più, quando l’oggetto della competizione è la leadership mondiale del mercato automobilistico.
I numeri del 2014 dicono che Toyota rimane davanti a tutti, con 10 milioni e 231 mila veicoli messi sulle strade dei cinque continenti, 90 mila in più rispetto al Gruppo Volkswagen, le cui 10 milioni 190 mila unità di venduto confermano comunque un trend di crescita vertiginoso.
I due colossi, e qui sta l’altra notizia, hanno entrambi per la prima volta superato quota 10 milioni, molto vicino è arrivato anche il Gruppo General Motors, terzo classificato con 9 milioni e 920 mila contratti stipulati.
A seguire gli altri competitors, anche se non tutti hanno fornito i risultati definitivi per il 2014. Fiat Chrysler Automobiles dovrebbe posizionarsi al settimo posto, con un dato intorno ai 4 milioni e 700 mila unità.
Tornando alle posizioni di vertice, Toyota si prende lo scettro di apripista globale per il terzo anno consecutivo. Il marchio del Toro da solo ha posizionato oltre 9 milioni di auto, il 2% in più rispetto al già positivo 2013. Considerate le immatricolazioni con i marchi Daihatsu e Hino, il dato complessivo segna un +3%.
In casa Volkswagen, invece, si gongola per gli oltre 6 milioni di veicoli venduti con la doppia W: in un colpo solo, risultato-record (+4.2% sul 2013) e vendite raddoppiate negli ultimi dieci anni. Performance lusinghiere anche per i marchi controllati, Audi (+ 10,5% per 1 milione e 740 mila vetture), Porsche, Skoda e Seat, cui si aggiunge la parte dei veicoli commerciali Man, Scania e VW.
A Wolsfburg hanno superato la soglia dei 10 milioni con tre anni di anticipo sulle previsioni, ed ora guardano con sempre maggiore fiducia ad un 2015 dove le attenzioni e gli investimenti saranno rivolti al mercato cinese e a quello americano, dove Volkswagen ritiene di avere importanti margini di crescita.
A livello generale, cresce eccome la nicchia delle auto di lusso, che parla sempre più tedesco. Mercedes-Benz si allinea ad Audi, con 1 milione e 740 mila veicoli che significano +11%, BMW fa ancora meglio, raggiungendo i 2 milioni. Se questo è l’effetto della crisi, a Monaco di Baviera e Stoccarda di sicuro non viene percepita. E si guarda avanti, con politiche commerciali e strategiche sempre più orientate ad attirare la clientela medium class. Non è un caso, da questo punto di vista, la forte impennata che per FCA sta conoscendo il luxury brand Maserati, schizzato in su di 136 punti percentuali.
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