Il valore della contaminazione in un team di lavoro

Seedble

15 Dicembre 2021 - 07:15

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Valorizzare le differenze all’interno di un team di lavoro è essenziale per favorire quel processo di contaminazione che favorisce l’innovazione in azienda.

Il valore della contaminazione in un team di lavoro

Un team è l’elemento fondamentale che può portare un’azienda al successo. Nel mondo startup, ad esempio, uno dei primi elementi che determinano l’interesse di un gruppo d’investitori è proprio la composizione del team, visto come fattore di accelerazione della crescita di una neonata impresa lungo la tortuosa strada del mondo imprenditoriale.

Ma quali sono le caratteristiche di un team di lavoro proiettato al successo? Possiamo iniziare col dire che il detto “gli opposti si attraggono” ha la sua efficacia anche nel business. Si pensi a Steve Wozniak e Steve Jobs, i due fondatori di Apple: il primo, la mente funzionale e logica che ha dato vita al Mac, mentre il secondo è stato un sognatore visionario e un abilissimo venditore. Per quanto diversi, entrambi sono stati essenziali per la nascita di una delle aziende più grandi e prosperose del Pianeta.

Oggi questa è ancora di più una verità. La dimensione trasversale che stanno assumendo i processi di generazione di valore nelle aziende concorre alla necessità di competenze specialistiche differenziate che siano in grado di far fronte alla crescente complessità del mercato, che richiama, per forza di cosa, altrettanta complessità nella composizione dell’offering. Anche la dimensione multinazionale sta spingendo le organizzazioni a costituire team la cui diversità sia non solo funzionale, ma anche culturale.

Quindi è sufficiente mettere insieme persone diverse per avere successo? Non è così semplice: non bisogna trascurare la difficoltà di allineare e mettere d’accordo persone con mentalità, background e idee differenti. Per evitare che si crei disaccordo all’interno del team, è importante lavorare su una cultura e dei valori interni condivisi e interiorizzati da tutte le persone dell’azienda, così che ci sia sempre un terreno comune da cui partire per confrontarsi e disegnare nuove progettualità.

L’obiettivo per il management è valorizzare le differenze all’interno del team pur riuscendo a indirizzarle verso il perseguimento di un obiettivo comune, evitando che il punto di vista di uno prevalga su quello del team. È il concetto di contaminazione nel suo significato più puro e corretto.

Nello specifico, ci sono una serie di azioni che possono essere messe in atto dal management per evitare l’effetto boomerang della diversity:

  • Attribuire ruoli e confini al team: prima di tutto, è importante identificare un team leader che sia riconosciuto all’interno del gruppo. Questo non vuol dire riconoscere a una sola persona un’autorità o un potere gerarchico superiore a quello degli altri, ma semplicemente individuare quella personalità più carismatica delle altre che può guidare il team al conseguimento dei risultati. Nelle fasi di avvio di un progetto, il team leader deve esplicitare al management come sono state suddivise le responsabilità al suo interno. Definire i confini del team nella fase iniziale aiuta a creare un’identità del team univoca, diminuendo le probabilità che emergano sottogruppi;
  • Sviluppare un clima di orientamento all’apprendimento: quando si viene a creare un clima orientato all’apprendimento, i componenti del team sono più inclini a esplorare prospettive differenti dalla propria e ad adottare un approccio aperto al confronto con differenti punti di vista. Questo fenomeno diminuisce l’insorgere di stereotipi e di sotto-gruppi con identità differenziate e contrastanti;
  • Condividere e diffondere la conoscenza all’interno dell’azienda: allineare i membri di un team in modo che non ci sia una situazione di asimmetria informativa rispetto alla visione e agli obiettivi dell’organizzazione, evita che una o poche persone si sentano “messe da parte” su determinati task o progetti, creando disaccordo e malcontento all’interno del team.

Naturalmente, la contaminazione è solo in parte un fenomeno spontaneo: bisogna stimolarla e guidarla con una serie di attività mirate e indirizzate al team. Ad esempio, in un momento storico in cui l’ufficio sta pian piano perdendo la sua centralità, diventa fondamentale rafforzare le connessioni tra i membri del team, non solo a livello professionale ma anche personale. Progettare attività di team building, ad esempio, può aiutare l’azienda a conoscere meglio le proprie persone e supportare queste ultime nello sviluppare o nel rafforzare le proprie relazioni. Comprendere meglio l’altro, saperne riconoscere i punti di forza e di debolezza, sono risultati auspicabili di un’attività di team building perché possono ottimizzare gli scambi e le collaborazioni tra colleghi nell’attività day by day.

In sintesi, possiamo dire che la contaminazione è il risultato di una buona gestione della diversity ed è un enorme valore aggiunto per i team e le aziende nel loro insieme. Tuttavia bisogna dotarsi di grande pazienza e prendere numerosi accorgimenti per far sì che si possa trarre il meglio dalle diversità.

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