Il mercato si rifugia sempre più nel Dollaro USA

Nicola D’Antuono

25 Maggio 2010 - 08:39

Il mercato si rifugia sempre più nel Dollaro USA

La seduta di ieri è stata negativa sulle principali piazze finanziarie mondiali, prima in Europa e poi a Wall Street, con ribassi intorno al punto percentuale. L’Euro si è mantenuto debole per tutta la sessione contro le Majors: il cambio Euro/Dollaro è tornato in area 1,2350 ed è ormai diretto verso il supporto di brevissimo periodo posto in area 1,2330, sotto il quale si aprirebbero nuovamente varchi enormi per il raggiungimento dei minimi di periodo posti in area 1,2140. Sebbene, è facilmente intuibile il proseguimento del trend ribassista nel medio periodo, ci si aspettava magari un ulteriore allungo della divisa europea nei confronti del Dollaro statunitense prima di una nuova presa di posizione al ribasso.

Il mercato, complice il contesto di incertezza e le aspettative poco rosee di crescita economica per i prossimi mesi sia nell’Eurozona sia in Gran Bretagna (dove spiccano anche pericolosi focolai inflazionistici), sta continuando a premiare la valuta statunitense inquadrandola come un bene rifugio. Il Dollaro USA è fortissimo sul mercato contro quasi tutte le divise (nonostante sia spesso presente un differenziale tra i rendimenti poco favorevole alla valuta USA, come contro Aud e Nzd), salvo contro lo Yen che però rappresenta un’altra soluzione che gli investitori adottano in periodi di tensione sui mercati. La forza della valuta americana è davvero impressionante e potrebbe farsi sentire nel breve contro le varie valute high-yield come il Dollaro australiano: il cambio Aud/Usd sembra pronto per tornare a percorrere la strada del ribasso e sotto 0,8250 questo scenario dovrebbe concretizzarsi per un target a 0,8070 prima e 0,80 poi.

Se, invece, dovesse avvenire un nuovo rimbalzo dell’Euro, magari grazie a notizie in grado di risollevare il morale degli investitori sulla questione del debito sovrano dei PIGS, terrei d’occhio il cambio Eur/Chf tenendo conto che la Banca Centrale elvetica è molto felice che il Franco ritorni sui livelli di qualche mese fa (magari 1,50) e che tecnicamente il cambio è in una cluster area molto rilevante (1,4310) potenzialmente in grado di riportare in alto le quotazioni.