Il banchiere tedesco Weber si scaglia contro la Cina

Nicola D’Antuono

14 Ottobre 2010 - 20:16

Il banchiere tedesco Weber si scaglia contro la Cina

Alla Foreign Policy Association a New York il grande protagonista è stato il governatore della Banca Centrale tedesca, Axel Weber, che ha attaccato la Cina a più riprese per la questione della sottovalutazione della propria valuta. L’atteggiamento del banchiere tedesco è decisamente diverso da quello tenuto da Tim Geithner nel corso del Charlie Road Show, durante il quale il segretario al Tesoro USA ha sottolineato che non vi è alcun rischio che possa scoppiare una guerra valutaria mondiale, dimostrandosi fiducioso in un futuro rafforzamento dello yuan.

Weber, che ha anche consigliato alla BCE di interrompere il programma di acquisto di titoli di Stato (mettendosi un po’ contro i PIGS che ne stanno beneficiando attualmente), ha spiegato che tra il surplus commerciale cinese e quello tedesco c’è una differenza di qualità. Il surplus commerciale tedesco deriva dalle forze di mercato, da un modello produttivo forte e dalla tecnologia avanzata, mentre il surplus cinese non è altro che il frutto di un deprezzamento artificiale dello yuan.

E intanto ieri sono arrivati due dati dalla Cina che potrebbero far aumentare le pressioni per una rivalutazione dello yuan. Innanzitutto, l’avanzo commerciale di Pechino è sceso a settembre a 16,9 miliardi di dollari dai 20 miliardi di agosto, mentre l’export è cresciuto del 25,1% su base annua. Sotto i riflettori è, però, finito il dato ufficiale sulle riserve valutarie che fra luglio e settembre sono aumentate di 194 miliardi di dollari, raggiungendo un record a 2.648 miliardi di dollari. Insomma, il dibattico sulla guerra tra le valute sembra solo essere all’inizio e ogni giorno vede la comparsa di nuovi importanti attori. Staremo a vedere quali saranno le prossime mosse dei vari Paesi.