Idrogeno, la versione “melma” è il carburante del futuro? Lo studio tedesco

20 Aprile 2021 - 17:17

16 Giugno 2021 - 11:34

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L’idrogeno, come carburante, presenta innumerevoli vantaggi rispetto al ricorso al carbone, al petrolio o al gas naturale. Ma sia la forma liquida che quella gassosa non convincono. Per questo, dalla Germania arriva l’idea: ridurlo in melma.

Idrogeno, la versione “melma” è il carburante del futuro? Lo studio tedesco

Carbone, petrolio e gas naturale finiscono in soffitta. Nei prossimi decenni, viste le accelerate delle principali istituzioni globali sul fronte dell’ecosostenibilità, non ci sarà più spazio per le componenti che precludono un impatto zero sull’ambiente, e a salire sul trono dei carburanti potrebbe essere proprio l’idrogeno, il primo elemento della tavola periodica.

Ma in quale forma? Dalla Germania, e più precisamente dal Fraunhofer Institute for Manufacturing Technology and Advanced Materials, arriva l’idea: ridurre l’idrogeno in melma per prevenire le complicazioni legate alla sua liquefazione o gassificazione.

L’idrogreno in versione melma è il futuro dei carburanti?

Liquefare l’idrogeno richiede infatti temperature a -253 gradi e tank robusti, mentre la gassificazione impone alle preziose mani meccaniche che lavorano l’elemento di comprimerlo centinaia di volte, con possibili infiltrazioni che rischiano di corrodere i metalli preposti a contenerlo.

La melma, ribattezzata dai ricercatori dell’istituto tedesco “Powerpaste”, per via della somiglianza, in termini di consistenza, con i dentifrici commerciali, potrebbe invece aiutare le industrie a trattare l’idrogeno senza troppi grattacapi.

Questa versione si ottiene immergendo il magnesio ibrido nell’acqua, un bagno dal quale si vanno a formare l’idrogeno e l’idrossido di magnesio, sostanza più comunemente nota come latte di magnesia. I vantaggi, spiegano dall’istituto, sono relativi – oltre alla maggiore semplicità nella gestione – alla possibilità di accumulare più energia, per litro o chilogrammo, rispetto alle batterie o al petrolio.

Non solo: le procedure di ricarica sarebbero di fatto semplificate – basterebbe, cioè, sostituire una cartuccia vuota di questa speciale pasta con una nuova, e aggiungere dell’acqua – e, a differenza delle batterie, l’energia accumulata non finirebbe per disperdersi se lasciata inutilizzata a lungo.

Un carburante per scooter e droni

Carburante del futuro, forse sì. Ma per una nicchia. L’automotive, nella sua svolta green, ha ormai adottato le batterie elettriche, e un cambio di rotta è improbabile. Di contro, mezzi più leggeri come gli scooter, o anche i popolarissimi droni, potrebbero ricorrere a questa nuova versione di idrogeno. I primi riuscirebbero a percorrere molti più chilometri di quanto non facciano oggi, giurano i ricercatori dell’istituto, mentre i secondi vedrebbero una autonomia misurata in ore, e non più in minuti.

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