ISIS su coronavirus: “Evitare aree infette”, stop attentati in Europa?

Anche l’ISIS teme il coronavirus e ha diffuso un vademecum con i consigli anti-contagio per i suoi seguaci. Spunta l’ipotesi niente attentati terroristici in Europa e nelle aree infette.

ISIS su coronavirus: “Evitare aree infette”, stop attentati in Europa?

Il coronavirus spaventa anche l’ISIS. Lo Stato Islamico ha inviato ai propri seguaci un volantino contenente una serie di consigli per evitare il contagio. Un vero e proprio vademecum by ISIS per evitare che l’epidemia colpisca le sue milizie e i suoi sostenitori. L’indicazione di non recarsi nelle aree infette potrebbe portare a uno stop delle operazioni. C’è la possibilità quindi che vengano sospesi gli attacchi terroristici anche in Europa.

ISIS: coronavirus è punizione divina contro la Cina

L’ISIS ha seguito l’evolversi della vicenda legata al coronavirus sin da gennaio attraverso pubblicazioni settimanali sul portale al-Naba. Da inizio anno, infatti, il gruppo ha fornito aggiornamenti sulla questione in un’apposita sezione. Con il diffondersi dell’epidemia si è poi passati a riflettere sul fatto che il COVID-19 rappresentasse una minaccia per lo Stato islamico stesso, trasformando la pura informazione in critica aperta al governo cinese.

Questo sarebbe colpevole di aver nascosto la vera portata dell’emergenza. In particolare, a febbraio, su un articolo di al-Naba, si leggeva: “l’epidemia è una punizione di Dio” nei confronti della Cina e, soprattutto, per gli abusi perpetrati sulla popolazione uyghur.

Non solo, visto che veniva ribadito anche come “i numeri reali per i morti e i malati” fossero “molto più alti di quelli annunciati da Pechino”, secondo l’ISIS un’operazione, quella cinese, tesa ad allenare le tensioni e a tranquillizzare la popolazione.

Virus, ISIS ai seguaci: “Non andate in Europa”

L’ISIS ha anche emanato un vero e proprio vademecum per i propri seguaci, fornendo indicazioni ai seguaci su come affrontare l’emergenza coronavirus. “Le persone in salute non dovranno entrare nei Paesi colpiti dall’epidemia e gli infetti non dovranno uscirvi”, si legge ma le unità del gruppo non operano tutte in nazioni non intaccate dal virus.

L’Africa occidentale e quella centrale sono praticamente illese e nessun caso è stato registrato in Siria e Yemen. In Iraq il conto delle vittime è salito a 10 e i casi riportati a 110, secondo i dati forniti dalla John Hopkins University che ne sta seguendo gli sviluppi. Casi riscontrati anche in Afghanistan, India, Filippine e Indonesia.

I restanti consigli sono simili a quelli diffusi dalle principali autorità in tutto il mondo. Un pseudo-decalogo in cui l’organizzazione ha ricordato di “coprirsi la bocca quando si sbadiglia o starnutisce”, di “lavarsi accuratamente le mani”, di fuggire gli infetti “come si fugge dai leone” e in definitiva di avere “fiducia in Dio”.

L’ipotesi sul tavolo è quella sospensione delle operazioni, potrebbe non verificarsi nessun attacco terroristico in Europa - che l’OMS ha dichiarato epicentro del virus - fino a quando non ci saranno più rischi per la salute dei miliziani.

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