Russia-Stati Uniti, rapporti gelidi: ritorno alla Guerra Fredda?

Flavia Provenzani

12/10/2016

Ritorno della Guerra Fredda possibile? Dopo una settimana di forti tensioni, il mondo ha paura di un nuovo e tremendo scontro Stati Uniti contro Russia.

Russia-Stati Uniti, rapporti gelidi: ritorno alla Guerra Fredda?

Guerra Fredda: il pensiero di molti dopo l’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Russia dalla guerra di Aleppo al nucleare, fino alle accuse rivolte a Mosca di stare manipolando le Elezioni USA 2016 a favore di Donald Trump.

Cosa sta succedendo veramente? Una nuova Guerra Fredda è davvero in arrivo?

I rapporti tra Stati Uniti e Russia hanno subito un duro colpo la scorsa, quando Washington ha annunciato la sospensione dei negoziati con Mosca al suo rifiuto di fermare gli attacchi aerei su Aleppo, la città più grande della Siria.
Ma è stato solo l’inizio di una lunga settimana - che ha visto la Russia e gli Stati Uniti peggiorare i propri rapporti tanto da far tornare subito alla mente la Guerra Fredda.

Guerra Fredda in arrivo? Cosa sta succedendo

Martedì, con la pubblicazione di alcune notizie per cui gli Stati Uniti starebbero prendendo in considerazione il lancio di attacchi aerei contro le forze del presidente siriano Bashar Assad, la Russia ha subito schierato i suoi missili presso la base navale a Tartus, sulla costa occidentale della Siria, e sospeso un accordo di ricerca sul nucleare e l’energetico con gli USA.

Poi ancora giovedì, il ministero della difesa russo ha rilasciato una dichiarazione che lascia aperta la possibilità che aerei da guerra degli Stati Uniti vengano abbattuti senza preavviso, qualora fossero sorpresi ad attaccare delle postazioni dell’esercito siriano. Venerdì, il segretario di Stato americano John Kerry ha risposto chiedendo un’inchiesta per crimini di guerra contro la Russia e Assad per la guerra ad Aleppo, che ha visto morire centinaia di civili solo nell’ultimo mese.

USA accusa la Russia di attacchi hacker a favore di Trump alle Elezioni

La settimana tumultuosa è culminata con una mossa senza precedenti: venerdì pomeriggio, il Dipartimento per la Sicurezza Interna e l’Ufficio del direttore della National Intelligence hanno rilasciato una dichiarazione che per la prima volta accusa pubblicamente la Russia di aver orchestrato una serie di attacchi informatici «destinati ad interferire con le Elezioni 2016 degli Stati Uniti».

La campagna presidenziale di Hillary Clinton ha accusato il governo russo di cercare di far pendere l’ago della bilancia a favore del candidato repubblicano Donald Trump, più in sintonia con la Russia durante la campagna elettorale.

Il vice ministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, ha condannato l’accusa rivolta dagli USA sabato, dicendo che l’attuale amministrazione statunitense «non era contraria ad utilizzare trucchi sporchi» per suscitare «un’isteria anti-russia senza precedenti».

Più tardi quel giorno, la Russia ha posto il veto sulla risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite proposto dalla Francia e sostenuta dagli Stati Uniti per cessare immediatamente i bombardamenti ad Aleppo, definendolo un espediente per proteggere gli ex combattenti di Al Qaeda che operano in città e nei dintorni.

Guerra Fredda: uno scontro mai concluso

Martedì scorso, il tenente generale in pensione Yevgeny Buzhinsky ha dichiarato alla BBC che «per come la vede la Russia, per come la vede Putin, si tratta di un confronto su larga scala [con gli Stati Uniti] su tutti i fronti».

Il tutto è estremamente preoccupante: non siamo ancora in una nuova guerra fredda, ma ci siamo molto vicini.

Gli esperti ora non sanno cosa aspettarsi dalla risposta di Washington ora che i suoi rapporti con la Russia hanno raggiunto il punto peggiore degli ultimi decenni - soprattutto perché è improbabile che Mosca, con la sua influenza crescente in Medio Oriente e le accuse di hacking all’interno delle Elezioni USA, faccia qualcosa per appianare la situazione.