GRECIA, DEBITO - La Grecia cerca con i suoi creditori privati una «formula» per assicurare il successo dell’operazione di scambio del debito, che dovrebbe strappare il Paese dal rischio di asfissia da sovraindebitamento. Questo quanto ha dichiarato Giovedì il capo dell’Agenzia di gestione del debito pubblico (PDMA), Petros Christodoulou. «Stiamo conducendo delle consultazioni, cercando la formula (...) abbiamo bisogno di una soluzione che garantisca una maggiore partecipazione» delle banche e delle istituzioni finanziarie per questa operazione, ha detto Petros Christodoulou, raggiunto telefonicamente a Londra dove prosegue un giro di «informazioni destinato agli investitori».
E’ «possibile una riunione questa settimana, per scambiare le nostre opinioni e avviare i negoziati» con il leader dell’ organizzazione bancaria mondiale IIF, Charles Dallara, interlocutore della Grecia e dell’eurozona per conto del sistema bancario internazionale .
Anche Charles Dallara, recatosi Mercoledì ad Atene per colloqui con il nuovo Primo Ministro Lucas Papademos e il suo ministro delle Finanze, Evangelos Venizelos, “continua gli incontri con le banche«, ha detto Petros Christodoulou, giunto Giovedì a Bruxelles.»Ogni investitore ha esigenze diverse, le banche francesi possono voler qualcosa e altre banche qualcos’altro, abbiamo bisogno di una sintesi«, ha insistito Petros Christodoulou, che si è tuttavia rifiutato di commentare gli articoli del quotidiano liberale greco Kathimerini, secondo cui le opzioni presentate da Charles Dallara ad Atene»non sembrano soddisfare la parte greca".
Secondo Kathimerini, la proposta del governo greco è la seguente: per ogni obbligazione di 100 euro, l’investitore riceverà una nuova obbligazione di 40, 35 o 30 euro di valore nominale, che comporterà una cedola del 6% e un pagamento in contanti proporzionato alla data di scadenza della vecchia obbligazione.
Chiaramente, più le scadenze sono lontane, minore sarà il pagamento in contanti: 10 euro per i titoli le cui scadenze si estendono oltre il 2020, 15 euro per i titoli con scadenza prima del 2020, e 20 euro per i titoli con data di scadenza prima del 2014. Sul versante banche, afferma il giornale, vi è l’Institute of International Finance (IIF), che ha condotto i negoziati con due proposte, l’una destinata ai creditori internazionali e l’altra alle banche e ai fondi pensione greci che detengono titoli del paese.
La prima proposta offrirebbe un haricut del 50% sui 141 miliardi di euro detenuti da istituzioni internazionali, e prevede l’assegnazione di nuovi titoli con scadenza a 22 anni, ad un tasso di interesse del 7% o una cedola tra il 5, 5 e il 7,5%. I creditori riceveranno anche garanzie fino a 29,75 miliardi di euro, provenienti dal Fondo europeo di stabilità finanziaria. La seconda, destinata ai creditori privati greci, proporrebbe un haircut di solo il 37% delle obbligazioni per un totale di 65 miliardi di euro, da scambiare con titoli in scadenza a 15 anni e una cedola dell’8%. In totale, queste due proposte equivalgono a una riduzione del debito greco di 94.5 miliardi di euro.
In totale, il programma di scambio di obbligazioni, che implica una perdita del 50% per i creditori privati del Paese, deve permettere di ridurre il debito pubblico del paese al 120% del PIL nel 2020 contro il 160%, di oggi. Questa operazione era stata decisa al vertice UE del 26 ottobre.