Grecia: tutti in piazza contro l’austerity. Sentiranno da Bruxelles?

Federica Agostini

18 Ottobre 2012 - 09:48

Grecia: tutti in piazza contro l’austerity. Sentiranno da Bruxelles?

Oggi giornata di manifestazioni e scioperi in Grecia, per la seconda volta in tre settimane, i cittadini della Grecia scenderanno in piazza nella speranza che la loro voce possa essere udita anche da Bruxelles: l’austerity, nella forma di nuovi tagli a stipendi e pensioni non farà altro che peggiorare la situazione, già difficilmente sopportabile dopo ben cinque anni di recessione.

Nella peggiore delle situazioni economiche dalla Seconda Guerra Mondiale, la Grecia sta preparando un giro di tagli per 11.5 miliardi di Euro, così come autorevolmente «richiesto» dalla Troika (Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale).

Da Atene a Bruxelles

Così, mentre nella regione ellenica i lavoratori indicono scioperi e manifestazioni contro una serie di misure «catastrofiche» che rischiano di portare la popolazione verso la disperazione, a Bruxelles i leader politici si incontreranno per provare a colmare le differenze che li separano riguardo al concetto di unione bancaria.

I leader dell’Eurozona oggi tenteranno di istituire un ponte che unisca le divergenze che li divide, ma non prenderanno alcuna decisione. Il fatto che il meeting di oggi sia solo un incontro di «scambi di visione» è già stato specificato; dettagli e, forse, anche un piano, saranno rivelati al prossimo meeting di dicembre.

Dagli ospedali alle edicole: oggi la Grecia è chiusa per sciopero

I tagli comporteranno una drastica riduzione dell’intero welfare e delle spese, le imprese e molte attività del settore pubblico rimarranno chiuse per 24 ore, così come previsto dai sindacati che hanno organizzato gli scioperi (ADEDY e GSEE).
Si prevede uno sciopero importante cui parteciperanno anche edicolanti e controllori del traffico aereo. Le navi rimarranno in porto, il trasporto pubblico non sarà garantito e gli ospedali lavoreranno soltanto con lo staff di emergenza. Uffici pubblici, ministeri e negozi, comprese le panetterie, saranno tutti chiusi.

Si attendono diverse sfilate e le manifestazioni dovrebbero terminare davanti al parlamento; nel tentativo di evitare scontri, Piazza Syntagma sarà corazzata dalla polizia e circa 4000 uomini in tenuta anti sommossa saranno dispiegati lungo le strade.

Quale alternativa per la Grecia?

Non serve certo un sondaggio per spiegare quanto i cittadini della Grecia siano contrari alle misure di austerity imposte per il salvataggio e che stanno mantenendo la Grecia al di sotto del «vivibile».

I portavoce dei sindacati spiegano come il nuovo pacchetto di misure finirà col penalizzare i lavoratori, i pensionati e i diritti sul lavoro. Ma il punto è che secondo le stime, i soldi nelle casse del governo ellenico dovrebbero finire per il prossimo mese e Atene ha poca scelta davanti a sé: accettare le misure richieste dai prestatori, nonostante ciò che la pubblica opinione pensi e gridi a tutta voce.

Grecia e ispettori della Troika si sono trovati d’accordo su molti punti ed Atene attende di poter mettere al sicuro ciò che è necessario per evitare la bancarotta, soprattutto visto la determinazione Europea a non voler disseminare nuovamente il panico della possibilità di «rottura della moneta unica» che potrebbe travolgere oltre alla Grecia, anche Spagna e Italia.

Ma è evidente, i cittadini della Grecia non la pensano allo stesso modo.