Grecia, referendum: che cosa vuole Papandreou?

Nadia Fusar Poli

1 Novembre 2011 - 14:03

Grecia, referendum: che cosa vuole Papandreou?

GRECIA, REFERENDUM. Il Primo ministro greco George Papandreou ha riservato una bella sorpresa all’Europa e, nello stesso tempo, si è preso un notevole rischio politico. Nella notte di Lunedì ha annunciato l’indizione di un referendum sull’ accordo europeo di cancellazione di una parte del debito del paese, criticato in Grecia perchè comporterebbe l’abbandono della sovranità .
I greci «vogliono l’adozione del nuovo accordo o lo rifiutano? Se i greci non lo vogliono, non sarà adottato», ha dichiarato il Primo Ministro davanti al gruppo parlamentare del Partito socialista PASOK, lasciando intendere che il referendum è previsto nei primi mesi del 2012.

«La volontà del popolo greco è vincolante per noi», ha affermato, aggiungendo che avrebbe chiesto un voto di fiducia in parlamento, dove Papandreou dispone di una maggioranza che è crollata a 153 deputati su 300 seggi, sull’accordo raggiunto la settimana scorsa al vertice UE di Bruxelles per cancellare una parte dell’enorme debito pubblico greco, che ammonta a 350 miliardi di euro, circa il 160% del suo PIL. Secondo i termini dell’accordo, il debito dovrebbe essere ridotto al 120% del PIL entro il 2020.

Un sondaggio pubblicato lo scorso fine settimana ha mostrato che la maggioranza dei greci ritiene che le decisioni adottate siano negative. Solo il 12,6% considera positivo l’accordo cui sono giunti i leader UE. Il sondaggio, condotto dall’istituto Kapa Research per il quotidiano To Vima, è stato condotto su un campione di 1.009 persone.

Incomprensione e costernazione prevalgono nella zona euro dopo la decisione inaspettata e destabilizzante del primo ministro greco George Papandreou. A due giorni dal summit del G20.
L’indizione del referendum sta sollevando molte domande.
Ad Atene, l’opposizione ha accusato il capo del governo socialista di «giocare a dadi» il futuro del Paese, nel tentativo di salvare se stesso. «Il paese sarà paralizzato da dibattiti senza fine, il governo, l’apparato statale e le istituzioni non funzioneranno più», scrive il quotidiano conservatore Kathimerini. Sui mercati finanziari, l’idea del referendum ha gettato le Borse in rosso.

I leader della zona euro hanno concordato, dopo il loro vertice del 26 ottobre a Bruxelles di prestare 130 miliardi di euro alla Grecia e ottenuto dai creditori privati un haircut del 50% sui titoli greci in loro possesso. In particolare, i leader dell’UE hanno raggiunto un accordo per eliminare una parte del debito greco attualmente pari a oltre 350 miliardi di euro, un livello considerato insostenibile. L’accordo con le banche comporterà una perdita che ammonta a cento miliardi di euro. Atene riceverà anche nuovi prestiti internazionali per 100 miliardi di euro. Inoltre, altri 30 miliardi saranno riservati alle banche greche, i maggiori detentori di obbligazioni sovrane greche.

La contropartita per la Grecia è accettare controlli più severi sulla politica di bilancio, fino ad ora controllata, con cadenza trimestrale, dalla squadra della «troika», formata dai rappresentati dei tre principali creditori del paese: Unione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale.

Che cosa vuole Papendréou? Annunciando la sua decisione di voler consultare il popolo, attraverso l’indizione di un referendum nei primi mesi del 2012, George Papandreou ha spiegato di aver bisogno di un ampio supporto politico alle misure di austerità e alle riforme strutturali necessarie e, soprattutto, pretese dai suoi finanziatori. In altre parole, se i Greci non lo vogliono, non sarà adottato, ha detto il Primo Ministro davanti al gruppo parlamentare del Partito Socialista (PASOK), nella notte di Lunedì.

La sfida del primo ministro greco è stata lanciata in un momento in cui il paese entra in una serie di negoziati tecnici molto sensibili con i partner europei e le sue banche creditrici, che hanno accettato Giovedì scorso lo scambio di obbligazioni greche in loro possesso contro nuovi titoli del valore ridotto del 50%.