GRECIA, REFERENDUM. Con estrema sorpresa di tutti, il primo ministro greco ha annunciato l’indizione di un referendum sul piano di aiuti europeo concordato in occasione del vertice UE di Bruxelles, che potrebbe aver luogo già a dicembre, secondo quanto riferito Mercoledì dal ministro degli Interni greco, Haris Kastanidis.
Una decisione che si è ripercossa, pesantemente, su i mercati. I leader europei si incontrano oggi, Mercoledì, per una riunione di emergenza prima del vertice del G20.
I piani europei per risolvere la crisi del debito innescata dalla Grecia assomigliano sempre più a villaggi Potëmkin, messi in piedi per allestire un’apparenza di efficienza e valore. Una messa in scena che è solo fumo negli occhi per il popolo.
Il fuoco della crisi, dopo il vertice UE che doveva fornire una risposta globale e duratura, è stato riacceso da George Papandreou stesso. Il primo ministro greco, costretto a fare i conti con la frustrazione e l’esasperazione della sua gente, vittima delle crescenti misure di austerità, ha deciso di giocare la sua ultima carta Lunedì, annunciando l’indizione di un referendum sul piano di aiuti destinato al Paese.
E George Papandreou, di fronte a un fuoco di critiche interne e internazionali, ha ottenuto questa mattina il sostegno del suo governo, annunciato prima di un voto di fiducia in parlamento previsto per Venerdì. Alcuni membri del suo partito, il PASOK, hanno già chiesto le dimissioni del primo ministro sostenendo che, con una simile iniziativa referendaria, minaccerebbe l’appartenenza del paese all’Unione europea.
Un colpo di scena, quello di Papandreou, che ha fatto precipitare i mercati finanziari. I tassi pagati dall’ Italia, diventata il barometro del rischio di contagio nella zona euro, sono di nuovo cresciuti, nonostante il massiccio intervento della Banca centrale europea (BCE). E la dichiarazione congiunta della coppia franco-tedesca, che si è proclamata determinata ad attuare le decisioni prese la settimana scorsa a Bruxelles, non è riuscita a invertire il trend ribassista delle borse. E’ vero che l’accordo, per la sua vaghezza, non aveva ancora, del tutto, convinto i mercati. Ma ora è certo che la tensione tornerà ad acuirsi. Cosa succederà in caso di «no» greco? Senza l’aiuto europeo, Atene non avrà altra scelta che quella di un default unilaterale sul proprio debito. Come extrema ratio, potrebbe decidere di negoziare la sua uscita dalla zona euro.
In questo caso, sarebbe molto difficle arginare il contagio agli altri anelli deboli dellì euro-catena. L’Europa deve prepararsi a casi estremi. E al peggio.
La Repubblica ellenica diventerà senza dubbio il centro delle discussioni al vertice del G20 di Cannes, cui lo stesso George Papandreou dovrebbe prendere parte. A partire da Mercoledì, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy condurranno nella località francese una serie di consultazioni, insieme con il FMI, le istituzioni europee e il governo greco per assumere, senza ulteriori indugi, le misure e gli impegni presi in occasione dell’accordo del 27 ottobre. Ma non è troppo tardi?
Naturalmente, la sfida di George Papandreou è rischiosa. Ma la situazione in Grecia è in un reale pericolo di putrefazione. I primi sondaggi lasciano presagire un risultato incerto, su un referendum del quale non è ancora chiaro come sarà formulata la questione chiave. «La volontà del popolo si deve imporre su di noi - ha sottolineato Papandreou davanti al gruppo parlamentare socialista, che non poteva credere alle proprie orecchie - . Deve decidere se accetta oppure no l’accordo raggiunto a Bruxelles».
Il primo ministro vuole porre fine alla rivolta in seno al suo partito, il PASOK. Per questo, sarà necessario il voto di fiducia Venerdì. Ma anche qui l’esito rimane incerto, e il rischio di essere messo in minoranza è serio. La maggioranza parlamentare è appesa a un filo:151 seggi su 300. Molti deputati socialisti sanno anche che, in caso di elezioni anticipate, non non troveranno più la loro poltrona in Parlamento.
Ma questa sfida è anche nei confronti dei leader europei, Germania in testa, che vorebbero porre la Grecia sotto un tutoraggio economico, cosa che i Greci, ovviamente, rifiutano in maniera massiccia. George Papandreou vuole ottenere qualcosa anche su questo fronte. Vuole che siano fatti passi avanti. Questo è il messaggio che, in sostanza, ha lanciato Lunedì.