Sarà in un unico esborso da 1,5 miliardi per venire incontro alle difficoltà finanziarie in poco tempo. In Syriza c’è tensione. Ci saranno elezioni anticipate?
Il Fondo monetario internazionale ha dichiarato che intende accorpare i quattro pagamenti di giugno in un unico esborso da 1,5 miliardi il 30 giugno. Lo slittamento è stato deciso per venire incontro alle difficoltà amministrative di effettuare pagamenti multipli in poco tempo. Si tratta di un’opzione consentita per venire incontro alle difficoltà amministrative di effettuare pagamenti multipli in poco tempo.
Alexis Tsipras, il premier greco, in un tweet ha dichiarato che informerà il Parlamento sui progressi nel negoziato con i creditori dopo i recenti incontri a Bruxelles. Avrebbe intenzione di chiedere la fiducia. L’incontro tra Tsipras, Juncker e Dijsselbloem del 3 giugno è stato molto costruttivo e pare che ora anche tra il Brussels Group e la delegazione greca ci sia una maggiore comprensione per le varie posizioni.
Però il vice presidente del Parlamento greco Alexis Mitropoulos ha dichiarato che in Grecia le elezioni anticipate appaiono ormai inevitabili proprio dopo l’incontro del 3 giugno fra il premier ellenico Alexis Tsipras e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, nel corso del quale i rappresentanti dei creditori avrebbero chiesto l’introduzione nell’accordo di ulteriori misure di austerità. Parlando ai microfoni dell’emittente privata Skay, Mitropoulos ha dichiarato:
O continuiamo con questi negoziati in fase di stallo oppure chiediamo alla gente da che parte dobbiamo andare ma si è affrettato a precisare che la questione non deve essere o l’euro o la dracma perché ciò sarebbe una tragedia. Una tale proposta di accordo non sarà approvata dal gruppo parlamentare di Syriza e ha detto di ritenere che non sarà nemmeno Tsipras in persona a presentarla all’esame dei deputati.
Com’è noto i deputati vogliono continuare le trattative in corso ma, interpretando le dichiarazioni del vice presidente del Parlamento, nel corso delle discussioni al Brussels Group sono prevalse posizioni “estreme" del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble e del direttore del FMI Christine Lagarde.
Si ricorda che due giorni fa anche il ministro del Lavoro greco, Panagiotis Skourletis, aveva detto che è possibile indire in Grecia elezioni politiche se il governo di Atene non dovesse riuscire a raggiungere «un compromesso onesto e vantaggioso» con i creditori.
L’atmosfera è dunque di tensione ed è difficile sostenere da parte di Syriza ulteriore austerty. Un nuovo accordo sul debito però non c’è e restano obiettivamente incerte le possibilità a breve di sbloccare i famosi 7,2 miliardi di euro che permetterebbero di fare i pagamenti delle rate varie del debito a fine giugno ormai e poi di pagare pensioni e stipendi dei dipendenti pubblici.
Possibile una Grexit?
Il tema è sempre all’attenzione dei media. Angela Merkel ha detto:
Io non ho sentito che il Fmi immagini una cosa del genere. Ho incontrato Lagarde questa settimana e lei con Jean-Claude Juncker e Mario Draghi ha lavorato a delle proposte. Non ho sentito neppure che il FMI voglia ritirarsi.
Sulla Grecia, il presidente della Bce Mario Draghi ha dichiarato che bisogna trovare un accordo forte e il cancelliere tedesco Angela Merkel in un’intervista alla emittente Rtl ha dichiarato:
La pressione sui creditori è altissima per cercare di arrivare a un accordo. Si lavora per una proposta complessiva. Il lavoro va avanti ed è pesante e deve essere accelerato, piuttosto che subire rallentamenti dal momento che il programma scade il 30 giugno.
Il direttore generale del FMI, Christine Lagarde ha dichiarato:
Appoggio quanto affermato da Draghi quando dice che c’è bisogno di un accordo forte per la Grecia in modo che produca crescita, giustizia sociale e sostenibilità di bilancio.
Pesano quanto un macigno le dichiarazioni del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble:
Non c’è motivo di essere ottimisti sul fatto che la Grecia e i creditori possano raggiungere un accordo nel breve periodo.