GRECIA - La partecipazione del settore privato al secondo piano di aiuti per la Grecia dovrebbe essere rivista per tener conto del peggioramento della situazione dei mercati e dell’economia europea. Queste le parole del presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker.
Riuniti a Lussemburgo, i ministri delle finanze della zona euro hanno ritardato la loro decisione in merito all’erogazione di una nuova tranche di finanziamenti ad Atene, originariamente prevista per metà ottobre, in attesa di un nuovo rapporto da parte dell’UE e del FMI, previsto per il 13 novembre.
«Per quanto riguarda il settore privato, dobbiamo tener conto che sono occorsi dei cambiamenti dopo le decisioni adottate il 21 luglio e abbiamo in programma delle revisioni tecniche», ha detto Jean-Claude Juncker al termine della riunione dell’Eurogruppo, durata oltre sette ore.
L’accordo raggiunto il 21 luglio tra i capi di Stato e di governo dell’Unione europea, prevede la partecipazione di banche e assicuratori europei per 50 miliardi di euro nell’ambito di un complessivo pacchetto di aiuti di 159 miliardi di euro: un piano di ristrutturazione del debito su base volontaria del 21 per cento attraverso il coinvolgimento del settore privato, soprattutto delle banche, detentrici di obbligazioni greche, mediante uno swap, che prevede una perdita del 21% del valore dei bond.
Secondo diverse fonti, tuttavia, Atene fallirà (anche) questo obiettivo e non raggiungerà la quota del 90% di adesione dei creditori privati esposti al suo debito sovrano, che aveva chiesto per accettare il piano.
Il deterioramento delle condizioni di mercato nelle ultime settimane ha aumentato anche il costo delle garanzie offerte dagli Stati della zona euro, gettando seri dubbi sull’attuazione del programma nella sua forma attuale.
La scelta di rinviare la decisione sul pagamento della nuova tranche di aiuti finanziari per la Grecia potrebbe alimentare nuovi timori. Tanto più che i ministri, pur accogliendo con favore gli sforzi del governo greco, hanno esortato Atene a raggiungere un accordo con gli ispettori europei e del Fondo Monetario Internazionale sull’adozione di misure addizionali per affrontare eventuali slittamenti negli anni 2013 e 2014.
«Abbiamo accolto favorevolmente le misure supplementari adottate in Grecia», ha detto Jean-Claude Juncker. «Chiediamo anche al governo greco di trovare un accordo con la troika perchè ulteriori consultazioni possano colmare eventuali vuoti (di bilancio) entro il 2014», ha aggiunto.
La «troika» (UE-BCE-FMI) fornirà un nuovo rapporto del programma greco entro il 13 novembre, data in cui i ministri saranno chiamati a prendere in considerazione l’erogazione degli otto miliardi di euro da destinare alla Grecia.
Domenica, il governo ellenico ha annunciato il mancato raggiungimento degli obiettivi di disavanzo, assegnati dai suoi finanziatori internazionali per il 2011 e il 2012.
Sul tavolo della riunione di Lussemburgo anche la moltiplicazione della potenza di fuoco del fondo a sostegno della zona euro (EFSF). Decisione per cui sembra bisognerà attendere.
«Condividiamo l’opinione che dobbiamo migliorare l’efficienza dell’ EFSF (...) Ci stiamo lavorando», ha detto Jean-Claude Juncker.
L’area dell’euro sta cercando di trovare un modo per utilizzare in modo più efficace i 440 miliardi di euro a disposizione dell’EFSF per dimostrare ai mercati finanziari che il fondo salva-stati ha una dimensione sufficiente per stabilizzare i rendimenti dei titoli spagnoli e italiani - un compito attualmente svolto dalla Banca centrale europea.