GRECIA - Atene può tirare il fiato. Dopo un incontro a Bruxelles, i diciassette ministri delle finanze della zona euro hanno dato il via libera al pagamento della sesta tranche di aiuti alla Grecia. Il pacchetto da 8 miliardi di euro, dovrebbe contribuire a garantire la sopravvivenza di un paese, il cui debito pubblico ha recentemente superato la soglia del 160% del PIL. Inizialmente, la Grecia riceverà 5,8 miliardi dalla zona euro; il rilascio della somma restante, dipende dall’approvazione del Fondo Monetario Internazionale (FMI).
Vitale e, pertanto, atteso e preteso dalla Grecia, il pagamento fa parte del piano di € 110 miliardi, concordato nel maggio 2010. Questa decisione spiana la strada al secondo piano di salvataggio, preparato alla fine di ottobre, che deve essere finalizzato tra il governo greco e i creditori privati nei primi mesi del 2012.
Per il nuovo governo greco, questa decisione rappresenta anche un pegno di fiducia della zona euro circa l’attuazione delle misure di austerità, a cui tale prestito è stato condizionato. In un comunicato diffuso nel pomeriggio di Martedì, Evangelos Venizelos, il Ministro greco delle Finanze, ha assicurato che erano state raggiunte «tutte le condizioni necessarie» per il nuovo programma di aiuti.
Va detto che il rilascio della tranche è stato rinviato più volte. I diciassette avevano dato un primo via libera, in linea di principio, al pagamento prima delle dimissioni del governo socialista di George Papandreou, sostituito da un governo di unità nazionale guidato da Lucas Papademos.
Tuttavia, i leader europei avevano sospeso la loro approvazione finale alla richiesta congiunta, della zona euro e del FMI, di un impegno formale, da parte dei tre principali partiti politici greci che sostengono la nuova dirigenza, ad attuare le riforme strutturali già decise. Dopo essersi dimostrati piuttosto riluttanti, i tre leader dei maggiori partiti, tra cui il capo della destra ellenica Antonis Samaras, si sono finalmente impegnati in questa direzione.