GRECIA, TROIKA - Gli ispettori della troika sono tornati in Grecia. Le loro conclusioni, cruciali e determinanti per il futuro del Paese e dell’Europa, potrebbero giungere entro due settimane.
Accolta freddamente, la squadra della troika ( Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale e Commissione Europea) è arrivata oggi ad Atene.
I rappresentanti dei creditori della Grecia dovranno completare la revisione dei conti pubblici greci ed esaminare il progetto di bilancio 2012. Esamineranno da vicino il programma di privatizzazione, il cui ritardo aveva indotto gli ispettori ad interremporere la loro missione, il 2 settembre. La troika ha iniziato i colloqui con il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos.
Il verdetto finale sarà determinante in quanto decreterà se la Grecia «merita» il pagamento della sesta tranche di aiuti decisi nel 2010. Escludendo gli 8 miliardi previsti, il prossimo mese i Greci potrebbero trovarsi a corto di denaro.
La data del 13 ottobre è stata individuata dal ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, come quella che potrebbe segnare la fine della suspense per la crisi.
Per Berlino, i risultati della troika influenzeranno anche le decisioni future sul secondo piano di aiuti internazionali, concluso il 21 luglio. Il primo passo è stato compiuto in mattinata: il via libera del Bundestag per l’ampliamento delle competenze del Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF). La questione da chiarire è se il parlamento tedesco voterà anche a favore delle altre misure altri componenti del piano che complessivamente ammonta a circa 160 miliardi di euro e sarà realizzato attraverso il riacquisto di titoli da parte dell’European Financial Stability Facility (Efsf) e il roll over del debito. Il programma prevede la
partecipazione volontaria dei privati, fortemente voluta dalla Germania, che prevede che i creditori privati si impegnino a scambiare titoli greci, rinunciando al 21% del loro collocamento.
Per quanto concerne il secondo piano di aiuti, nulla è certo. «Dobbiamo rinegoziare, o non rinegoziare? Noi preferiamo, naturalmente, che le cifre rimangano invariate, ma non posso prevedere (il risultato) della troika», ha detto, e Angela Merkel, in un’intervista alla televisione di stato greca NET.
Il governo greco, nel frattempo, ha cercato di dimostrare la sua buona volontà. Il Primo Ministro, George Papandreou, moltiplicano le visite ai propri partner. Dopo l’incontro con il cancelliere tedesco Martedì, potrebbe recarsi in Francia per un incontro con Nicolas Sarkozy nella giornata di Venerdì.
Atene ha anche ulteriormente inasprito la propria politica fiscale. Licenziamenti, tagli agli stipendi e alle pensioni, nuove tasse: misure che hanno innescato reazioni di protesta da parte dei greci . Circa 200 dipendenti statali hanno bloccato questa mattina gli accessi al ministero delle Finanze greco e ad altri dicasteri, prima che avessero inizio i colloqui tra il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos e i rappresentanti della «troika».
Intanto i lavoratori del settore trasporti continuano a manifestare contro le misure di austerità del governo, ritenute ingiuste e pericolose, in quanto starrebbero portando alla povertà sia i dipendenti pubblici che i lavoratori del settore privato. I disagi potrebbero continuare. Nel corso della settimana dovrebbero entrare in sciopero anche i tassisti per un’astensione dal lavoro di 48 ore.