Riapre la Borsa di Atene, ma con restrizioni per gli investitori greci. Intanto il premier Tsipras difende l’ex ministro delle finanze Varoufakis dalle accuse sul «piano B» in caso di Grexit.
Riapre la borsa di Atene dopo cinque settimane di chiusura. Avrà però delle limitazioni per gli investitori locali, come è stato confermato con un decreto del ministero delle Finanze greco.
La comunicazione ufficiale è del comitato direttivo degli Athens Exchange Stock Markets e del cda di AthexClear e di Hellenic Central Securities Depository. La riapertura era stata preannunciata dal presidente della Consob greca Konstantinos Botopoulos ma l’ufficializzazione è arrivata dal Ministero delle Finanze greco, che ha fissato alcune restrizioni solo per gli investitori greci in linea con quelle sul prelievo dei capitali.
Chiusa dal 29 giugno, la riapertura della Borsa in Grecia è stata più volte rinviata dalla BCE e si è atteso non poco per il via libera del governo greco.
Si conferma che non ci sarà alcuna restrizione sulle transazioni operate da investitori stranieri. La soglia oltre la quale scatterà la sospensione per eccesso di rialzo o di ribasso verrà inoltre abbassata rispetto al precedente 30%. Prima della riapertura è stato necessario risolvere dei problemi tecnici con i sistemi informatici delle banche che sono stati regolati in modo da prevedere limitazioni alle quote di scambi per gli investitori greci. Inoltre, sono stati realizzati dei test prima di questa decisione finale.
Grecia: Tsipras difende Varoufakis
Il premier greco Alexis Tsipras ha confermato in parlamento di aver autorizzato l’ex ministro delle Finanze a preparare un piano per fronteggiare l’eventualità dell’uscita del Paese dall’euro ed ha dichiarato:
Non abbiamo elaborato e né avevamo un piano per portare il paese fuori dall’euro ma avevamo piani di emergenza se i nostri partner e creditori avessero preparato il ’Grexit’. Non avremmo dovuto, in quanto governo, preparare la nostra difesa?
L’ex ministro Yanis Varoufakis ha confermato di aver preparato un piano segreto per entrare nei codici fiscali dei cittadini e creare un sistema parallelo nel caso che la Grecia fosse stata costretta a lasciare l’euro e in un’intervista a El Pais, rilanciata da La Repubblica alla domanda «Anche se è vero che la Grecia ha cambiato i termini del dibattito, in politica si devono ottenere dei risultati. I risultati la soddisfano?» ha dichiarato:
L’euro è nato 15 anni fa. È stato concepito male, come abbiamo scoperto nel 2008, dopo il tracollo della Lehman Brothers. Fin dal 2010 l’Europa ha un atteggiamento negazionista: l’Europa ufficiale ha fatto esattamente il contrario di quanto avrebbe dovuto fare.
Un Paese piccolo come la Grecia, che rappresenta appena il 2% del Pil europeo, ha eletto un governo che ha messo in campo alcuni temi essenziali, cruciali. Dopo sei mesi di lotte siamo davanti a una grande sconfitta, abbiamo perso la battaglia. Ma vinciamo la guerra, perché abbiamo cambiato i termini del dibattito.
Il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble vuole creare in autonomia dalla Commissione dell’Ue una sorta di super-commissario fiscale dotato dell’autorità di abbattere le prerogative nazionali anche nei Paesi che non rientrano nel programma Ue. Si tratta di un modo per assoggettarli tutti alle direttive Eurogruppo e Bce ed anche Fmi. Il piano di Schaeuble come spiega Varoufakis nell’intervista citata è di "imporre dovunque la Troika, a Madrid, a Roma, ma soprattutto a Parigi’’ e lo spiega così:
Si può vedere che esiste un piano in corso di attuazione, e che è in corso. Oggi abbiamo letto che Schauble vuole emarginare la Commissione e di creare qualcosa di simile a un commissario di bilancio che supervisiona le regole che colpiscono i bilanci nazionali anche se un paese non è nell’ambito di un programma. In altre parole per trasformare ogni paese in un paese programma. Uno dei grandi successi della Spagna nel bel mezzo della crisi è stato quello che si è evitato un protocollo d’intesa completo e ne aveva solo uno limitato derivante dal programma di ricapitalizzazione delle banche. Il piano di Schauble è quello di mettere la troika ovunque, a Madrid anche, ma soprattutto in ... Parigi!
L’insieme della ex Troika, come riportato dai media greci, ha chiesto l’abolizione delle esenzioni fiscali, sussidi al gasolio e altre agevolazioni che sono operative per gli agricoltori. Si chiede anche l’aumento dell’acconto fiscale per i professionisti e autonomi, l’apertura degli ordini professionali, l’abolizione del contributo di solidarietà dell’8% sui redditi superiori ai 500 Mila euro che sono 350 contribuenti in tutto il Paese perché si è dichiarato che favorisce l’evasione, e l’introduzione di un contributo unico del 6% per i redditi sopra i 50milla euro.
I dettagli delle richieste in relazione dell’Intesa Grecia-Ue del 12 luglio stanno delineando un nuovo memorandum che sono di certo in linea ma sono anche notevoli e in sintonia temporale con i dati che l’ufficio nazionale di statistica Elstat ha diffuso per la Grecia che dicono che le vendite al dettaglio sono cresciute in Grecia del 4,2% a maggio rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
L’aumento dei consumi è certo un dato positivo ma il trend rischia di stabilizzarsi se il potere di acquisto di salari, stipendi e pensioni continua a diminuire. Si tenga conto che tra il 2009 e il 2014 le vendite al dettaglio sono diminuite del 40% e proprio a causa delle politiche di austerità messe in campo dai precedenti governi in cambio degli aiuti di Ue e Fmi come è noto per i 240 miliardi di euro.